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"Nomine e bilancio manca la trasparenza"

La consigliera comunale Pamela Tovani
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La consigliera comunale Pamela Tovani

Cecina, la consigliera d'opposizione Pamela Tovani attacca la giunta Lippi, si discute di società partecipate

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CECINA. Dalla commissione bilancio al consiglio comunale. In discussione nella seduta del 23 dicembre la mozione di Pamela Tovani del gruppo consiliare di "Cecina può cambiare" in tema di trasparenza nelle nomine alle partecipate o agli enti.

«Barricati dietro l’impegno elettorale di creare una “casa di vetro” per la nostra amministrazione e dietro il promesso albo delle competenze in cui individuare chi nominare, sia il sindaco Lippi che l’assessore Carli hanno contestato l’utilità del testo della mia mozione che chiede al sindaco di illustrare e motivare, di volta in volta che un membro di una partecipata deve essere individuato, le scelte e le linee di indirizzo che egli intende affidare al suo nominato».

Una contestazione registrata in commissione e che promette di ripetersi in consiglio. «Queste informazioni, che in passato non sono mai state comunicate, sono però alla base del mandato di ogni consigliere comunale affinché questo possa esercitare il suo dovere di controllo e indirizzo dell’attività amministrativa – sostiene Tovani –. Pensiamo a Rea, Asa, Farmacie (anche se non più presenti), senza queste informazioni come si fa a giudicare l’attività compiuta dai rappresentanti del Comune nelle partecipate? Non da meno, poi, il tema della gestione di una politica di area dove servirebbe coinvolgere anche i sindaci dei comuni limitrofi facenti parte della Bassa Val di Cecina nelle stesse nomine riguardanti anche la loro area». Nel dettaglio della mozione

Tovani chiarisce che «non vuole assolutamente interferire con il diritto-dovere del sindaco di fare le sue scelte anche solo fiduciarie o che ritiene più opportune, ne tantomeno chiede di discuterle in consiglio comunale – dice –. La mozione vuole semplicemente che il sindaco renda noti istituzionalmente i criteri della sua scelta con le motivazioni che lo hanno condotto a farla in modo che il processo di designazione divenga il più trasparente possibile».

E aggiunge: «L’obiettivo è che si responsabilizzi, altresì, il sindaco prevenendo conflitti di interesse e fenomeni clientelari. Stessa cosa per l’attività svolta dal soggetto nominato di cui, sapendo quale sia il mandato attribuitogli dal sindaco, meglio si potrà valutare il suo operato evitando, per esempio, che non si sappia nulla di cosa è stato fatto dai sette consiglieri di sorveglianza di nomina pubblica di Asa, o che potessero passare inosservati gli errori nei bilanci delle farmacie comunali che poi hanno portato alla vendita».

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