Gioco
Lasciate al freddo 39 famiglie le società negano il metano
CECINA. Salgono a 39 le famiglie al freddo. E al conto si aggiungono i tredici fondi commerciali al piano terra. Il tutto nel palazzo San Giuseppe. Un’odissea, come due anni fa. Tra i 52 appartamenti...
CECINA. Salgono a 39 le famiglie al freddo. E al conto si aggiungono i tredici fondi commerciali al piano terra. Il tutto nel palazzo San Giuseppe. Un’odissea, come due anni fa. Tra i 52 appartamenti ad alimentare il gelo sono solo i proprietari di quattro. Per anni hanno fatto spallucce e non hanno pagato la rata mensile del condominio che comprende anche la quota dei consumi per il riscaldamento condominiale.
«Quando sono arrivato quattro anni fa c’era un debito di 230mila euro – dice l’amministratore Leonardo Ceccanti –. Sono riuscito a scendere sotto gli 80mila euro e a concordare piani di rientro. Ma sono finiti i soldi e nessuno vuole anticipare le spese per gli altri». Il risultato: non si è riusciti a pagare regolarmente le bollette del metano ad Asa Trade. Una partita che con l’acquisizione della società livornese da parte di Eni è finita in carico al nuovo gestore. Che avrebbe messo i sigilli al contatore condominiale, approfittando anche della scadenza del contratto.
«Le società che forniscono il metano guardano come le banche al rating dei clienti e quel condominio risulta tra i cattivi pagatori. Ho ricevuto quindici rifiuti da altrettante imprese a cui mi sono rivolto».
Quel debito è un fardello difficile da rimediare. I quattro morosi che per anni non hanno onorato le rate condominiali, oggi di circa 200 euro, risultano avere ben altri problemi rispetto al freddo. I quattro appartamenti sono tutti all’asta. «Uno è stato venduto da due settimane, ma come condominio nella lista dei creditori abbiamo quattro banche davanti – dice Ceccanti –. Sarà ben difficile riuscire a recuperare qualche soldo».
Gli unici a restare al caldo in questo inverno sono le persone che abitano nei tredici appartamenti della scala B, che negli scorsi anni si sono resi termo autonomi. «Non c’è alcun divieto a farlo ma per ciascun condomino si tratta di affrontare una spesa nell’ordine degli 8mila euro – sostiene l’amministratore Ceccanti –. E credo che per come si è evoluta la situazione possa essere l’unica soluzione per non restare al freddo». Da settimane non possono accendere i riscaldamenti. Eppure in questi anni i loro pagamenti sono sempre stati regolari. «Sulla base di una divisione in millesimi tra i proprietari, paghiamo le nostre quote – afferma un rappresentante dei condomini –. Diamo i soldi all’amministratore per metano, luce, pulizia delle scale interne. E per provare a far ripartire la caldaia due anni fa versammo anche una quota straordinaria».(m.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google