Il Tirreno

scuola

La buona educazione fa volare gli aquiloni

di Paolo Federighi
Un momento della costruzione degli aquiloni
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Un momento della costruzione degli aquiloni

San Vincenzo, genitori e figli insieme a costruire aquiloni per farli volare. Coinvolti gli studenti delle classi prime e seconde della scuola media locale che si sono dati appuntamento sul prato della Cittadella delle associazioni per la conclusione del progetto "Stare bene insieme a scuola"

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SAN VINCENZO. "No, è così". "Ma che dici? Così non vola!". Genitori e figli insieme, a costruire aquiloni per farli volare. Un'immagine poetica ripetutasi per circa un'ora in mezzo ad una vera e propria folla di adulti e di alunni e alunne delle classi prime e seconde della locale scuola media, i quali si sono dati appuntamento giovedì 18 dicembre alle 15 sul prato esterno della Cittadella delle associazioni di via Pertini per la conclusione del progetto "Stare bene insieme a scuola". Un progetto regionale finanziato dalla stessa Regione Toscana e gestito dalla Asl 6 di Livorno, che ha come responsabile la dottoressa Becherini, come referente per la Val di Cornia la dottoressa Basso e come collaboratrice la dottoressa Ghini, che ha seguito in prima persona il progetto a San Vincenzo.

In questi mesi di lavoro i ragazzi delle medie hanno potuto parlare di sé, liberamente e senza timori né blocchi. Giovedì decine e decine di persone, tra genitori, figli e insegnanti, si sono dati da fare nel costruire gli aquiloni. Una giornata insieme, con i simpatici sfottò fra babbi, mamme e bambini su chi avesse fatto meglio o peggio l'aquilone, prima di correre tutti insieme per il prato per farli volare.

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"Il progetto - spiega Ghini - intende favorire la comprensione di norme di convivenza fondate sul rispetto reciproco e sviluppare le abilità necessarie a rafforzare l'autostima e la capacità di ascoltare le proprie emozioni, al fine di riuscire ad affrontare positivamente i conflitti quotidiani. I destinatari del progetto sono gli alunni ed i loro genitori, partecipanti attivi rispettivamente negli interventi pedagogici nelle classi e negli incontri formativi con le famiglie in un processo di scambio, di collaborazione e cooperazione. La finalità è quella di promuovere un coerente contesto educativo (famiglia-scuola) per il benessere affettivo, emotivo, relazionale e sociale di tutti i soggetti coinvolti, attraverso la costituzione di gruppi peer educator tra alunni e tra genitori tesi a favorire l'accoglienza dei nuovi ingressi alla scuola secondaria di 1°grado". Da qui l'obiettivo principale, tanto difficile da raggiungere sempre, ma con maggior ragione in una comunità chiusa e complicata come quella sanvincenzina: costruire una comunità educante.

"L'obiettivo principe - prosegue Ghini - è la costruzione di un'alleanza educativa, di una comunità educante fondata sulla reciprocità, fiducia, condivisione e consapevolezza dei ruoli. L'evento finale del laboratorio di aquiloni vuole essere un momento culturale di interazione e comunicazione fra i soggetti dell'ambito scolastico e non solo, sottolineando l'importanza del benessere sociale derivato dalla condivisione del tempo e dello spazio". Condividere il tempo e lo spazio, appunto. Una cosa che manca sempre di più al giorno d'oggi e con i ritmi vertiginosi del vivere quotidiano. Una giornata davvero bella, quella di giovedì, in cui i protagonisti principali sono stati i sorrisi di bimbi e grandi.

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