Il Tirreno

Già raccolte 250 firme per il teatro

di Anna Cecchini
Già raccolte 250 firme per il teatro

Una petizione a sostegno della campagna del Tirreno per chiedere una veloce riapertura: «Facciano i lavori necessari»

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ROSIGNANO. Una vera e propria mobilitazione per chiedere la riapertura del teatro L’ordigno. Dopo proteste e testimonianze di personaggi legati al mondo del teatro, che nei giorni scorsi hanno voluto sottolineare quanto l’importanza della struttura alle porte di Vada, adesso tocca ai comuni cittadini. Decine e decine di persone che hanno deciso di aderire alla campagna “Riapriamo L’Ordigno”, promossa dal Tirreno a seguito della chiusura dell’edificio. In pochi giorni dall’avvio della raccolta sono già 255 le firme che i cittadini hanno consegnato al Comune, per chiedere una veloce riapertura della struttura.

L’idea di mobilitare l’intera comunità è venuta ad alcuni iscritti dell’Università Popolare e dell’Unitré; non appena hanno saputo della chiusura dell’Ordigno hanno deciso di muoversi. Perché molti di loro frequentano il teatro vadese, e comunque tutti considerano negativa la chiusura di un edificio che accoglieva iniziative di tipo culturale.

Così si sono organizzati e hanno riempito sei fogli di firme, inviandoli al Comune con un messaggio breve ma estremamente chiaro “Raccolta firme contro la chiusura Ordigno di Vada”, il tutto sormontato dal logo elaborato dal Tirreno per promuovere la propria campagna in favore del teatro. Poche parole che parlano molto chiaro. I firmatari della petizione si dicono nettamente sfavorevoli alla chiusura della struttura di Vada e sperano in una veloce soluzione del problema.

Il teatro, lo ricordiamo, è stato chiuso lo scorso 27 novembre, quando il dirigente dell Settore qualità della vita del Comune di Rosignano ha inviato una lettera ai vertici dell’Ordigno. I motivi di questa scelta sono legati a problemi di sicurezza, il teatro attende infatti dalla fine del 2012 di essere adeguato alle nuove norme antincendio, ma grazie a due proroghe dei termini di scadenza dell’adeguamento è rimasto aperto. E nel frattempo il Comune non ha effettuato gli interventi necessari.

A novembre la doccia fredda: dato che nelle settimane precedenti il Governo non ha approvato l’ennesima proroga, il teatro è fuori dalle regole antincendio e quindi Brogi ha deciso di chiuderlo agli spettacoli esterni (il calendario della stagione era già pronto e pubblicizzato), lasciando invece la possibilità di svolgere all’interno corsi di ginnastica, danza e musica.

Due giorni dopo la chiusura il primo corteo di protesta lungo le strade di Vada. E poi una serie di testimonianze, inviate anche alla nostra redazione, tramite le quali artisti e personaggi dello spettacolo hanno voluto dare il loro contributi affinché il teatro possa riaprire.

Ieri la notizia di una mobilitazione dei cittadini, non solo quelli di vada ma soprattutto residenti nelle altre frazioni del territorio. La petizione, in pochi giorni, è stata firmata da 255 persone, ed è stata consegnata a palazzo comunale come testimonianza dell’attaccamento di una intera comunità al teatro vadese.

«Comprendiamo che sia necessario fare dei lavori - spiegano alcuni firmatari - ma non volgiamo assolutamente che l’Ordigno chiuda adesso, per la stagione teatrale invernale».

L’idea di chi ha aderito alla petizione è quella di un rinvio “strategico” degli interventi di adeguamento. «I lavori - terminano i firmatari, vanno fatti dal maggio 2015 in poi, quando l’attività della struttura è tradizionalmente ferma per la stagione estiva».

Ora, con l’approssimarsi della fine dell’anno, c’è da capire una volta per tutte se il Governo deciderà di inserire la proroga degli adeguamenti alle norme antincendio nel decreto Milleproroghe. Ciò sanerebbe temporaneamente la situazione del’Ordigno, che secondo il progetto del Comune sarebbe comunque interessato dai lavori nel 2015.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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