Sicurezza
Il caso Paradù finisce in consiglio comunale
A chiedere una discussione sul villaggio in località Pianetti il gruppo dei Democratici per Castagneto
CASTAGNETO. Sbarca in consiglio comunale la vicenda del villaggio resort Paradù, in località Pianetti, a Marina di Castagneto. Dal 3 dicembre il complesso turistico realizzato sulle ceneri dell’ex Club Med è sotto sequestro preventivo, disposto dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Livorno su richiesta della Procura che sta indagando sull’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico. A portare in discussione l’argomento l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare di maggioranza Democratici per Castagneto. Il punto in discussione nella seduta del 22 dicembre alle 9, presso la sala Polivalente Falcone e Borsellino a Castagneto Carducci.
In località Pianetti, a Marina di Castagneto, il 3 dicembre sono arrivati i carabinieri e la polizia municipale per eseguire il decreto di sequestro preventivo. Sotto la lente degli inquirenti il meccanismo con cui il complesso turistico della Medonoratico Srl ha preso forma, aggirando la predisposizione di un Piano attuativo, con un'apposita valutazione d'impatto ambientale.
Nel frattempo il 15 dicembre la società Medonoratico ha inviato al Tribunale del riesame la richiesta di dissequestro del Paradù. Il tribunale dovrà esprimersi entro trenta giorni sulle sorti che hanno congelato l'attività del villaggio turistico di Marina di Castagneto e bloccato i futuri investimenti. Dovevano, infatti, essere montate, proprio a partire da gennaio, le nuove case mobili previste nell'intervento iniziale.
Al momento le case mobili sono 193, ma la prospettiva è di arrivare a 654. E ad accelerare il provvedimento di sequestro del villaggio sarebbe stata l’annunciata volontà della proprietà di dare corso all’installazione delle restante casette mobili. Strutture che nel provvedimento sono definite case a tutti gli effetti: realizzate con fondazioni stabili al suolo e senza alcun titolo edilizio e con un titolo paesaggistico non idoneo e sufficiente. Anche gli allacci ai servizi, predisposti per ogni casetta, sono quelli tipici delle civili abitazioni. Al punto che per la procura: «Il quadro è tale che, se anche le case venissero demolite, l'originario contesto non sarebbe ripristinabile». A intervento completato la volumetria occupata andrebbe a superare di più di 2.000 volte quella iniziale. La previsione nelle carte del Comune è di una capacità ricettiva per la zona di 750 unità mentre la portata dell'opera, per come prevista e ricostruita dall'attività d'indagine, arriverebbe a superare quota 3.500.
Gli altri punti all’ordine del giorno del consiglio comunale: la convenzione della centrale unica di committenza tra i Comuni di Bibbona, Castagneto Carducci, Cecina, Collesalvetti e Rosignano Marittimo; la mozione del Movimento 5 Stelle per l’istituzione di un punto d’ascolto e quelle di Sinistra per Castagneto sull’adesione del Comune di Castagneto all’Associazione comuni virtuosi e sull’impegno perentorio alla costituzione degli organismi di partecipazione previsti dallo Statuto.
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