Il dolore
Morti avvelenati due cuccioli
Stroncati da un lumachicida, l’ipotesi è che abbiano voluto ucciderli
CECINA. Torna la paura a Collemezzano tra i proprietari di animali domestici per due casi di avvelenamento. Nella frazione di Cecina due cuccioli meticci di appena cinque e dodici mesi sono morti per aver ingerito del lumachicida. La proprietaria li ha trovati nel giardino di casa. In preda agli spasmi e alle convulsioni. E a nulla è valsa la corsa precipitosa alla clinica veterinaria. Laika e Nebbia non ce l’hanno fatta.
La prima è deceduta durante il trasporto. L’altro durante la notte, nonostante la terapia per depurare l’organismo dagli effetti del veleno. «I due cuccioli hanno ingerito una quantità importante di lumachicida – spiega il veterinario Tiziano Pucini, della Clinica Etrusca di Cecina –. Non ci sono dubbi sul tipo di veleno e a dare prova che si è trattato di una dose importante è stata la colorazione delle feci».
L’ipotesi: quel veleno è stato messo nel giardino per uccidere. E del resto sta passando di bocca in bocca l’appello a fare attenzione e tesoro dell’accaduto perché prende corpo l’ipotesi di un avvelenamento programmato con l’intenzione di preparare il campo per effettuare in futuro un furto. E del resto nel giardino di casa la proprietaria dei due cuccioli non ha mai utilizzato un lumachicida. Anzi, tornando a casa ha provato a cercare le tracce dell’avvelenamento ma senza alcun risultato.
«Quando i cani sono cuccioli come i bambini vivono la fase orale e tendono a mettere le cose in bocca e ad ingoiarle – spiega il veterinario Pucini –. Quello che colpisce in questo caso è la quantita di veleno perché non si è trattato certo di qualche granulo accidentalmente finito a terra. In ventisei anni di attività ho memoria di altri tre casi con una sintomatologia simile a quella dei due cuccioli». Che aggiunge: «Come da prassi abbiamo prelevato campioni di feci che sono stati inviati all’Istituto Zooprofilattico di Firenze che ha la competenza per gli esami tossicologici. Ed abbiamo segnalato l’accaduto alla Polizia provinciale».(m.m.)
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