Gioco
La stilista cecinese ha aperto un'azienda a Parigi
Sara Panichi ha inventato il marchio Mamma Fashion, una società che commercializza abbigliamento premaman attraverso una catena di negozi e un sito online
CECINA. Si dice che il buongiorno si vede dal mattino, e i vecchi proverbi non sbagliano (quasi) mai. Sara Panichi la passione per la moda ce l’aveva fin da bambina. Ma non si limitava a vestire le bambole, o più tardi a sfogliare riviste patinate come le sue compagne di liceo: lei era già animata da un concreto spirito imprenditoriale. A 15 anni Sara si iscrive a un corso di taglio e cucito, prende per modella una sua compagna di classe e le confeziona abiti su misura.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.10515903:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10515903:1652147512/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Erano gli anni Ottanta (Sara è nata nel 1971): quel gioco da adolescente si sarebbe trasformato, una quindicina di anni dopo e un migliaio di chilometri a nord di Cecina, nel suo lavoro. Aiutato dalla sua seconda passione: le lingue straniere. Parla francese, inglese, tedesco, spagnolo e perfino un po’ d’olandese. Dal ’99 infatti Sara vive in Francia, dove si è inventata, letteralmente, la sua azienda, dando vita a Parigi al marchio Mamma Fashion, un gruppo multimarchio che si avvale di una catena di negozi e di un sito internet per la commercializzazione di capi d’abbigliamento premaman. Acquista capi in Europa e Australia, ma produce anche una linea propria, affidata a una stilista italiana. Sara è affiancata da tre soci, nell’azienda lavorano una decina di persone.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.10309689:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2014/11/14/news/l-africa-di-susanna-manager-e-volontaria-in-kenya-1.10309689]]
Dal liceo Fermi di Cecina a Parigi Saint Germain, dove hai aperto un’azienda e hai messo su famiglia. Marito francese, due figli, una scelta di vita. Dopo 15 anni sei in grado di fare un bilancio: è stata la scelta giusta?
«Direi proprio di sì: qui ho realizzato il mio sogno, aprire un’azienda tutta mia, e spero di poter passare presto alla seconda parte del sogno: sviluppare l’azienda allargando il parco vendite con una decina di negozi. E poi vendere per aprire un’altra attività».
Che tipo di attività?
«Questo ancora non lo so, devo pensarci...»
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.10515921:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10515921:1652147512/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il tuo curriculum?
«Ho studiato al liceo scientifico Fermi a Cecina e poi ho fatto Economia e commercio a Pisa. Mi sono specializzata con un master in marketing internazionale alla Business School Profingest a Bologna e Berlino. Sono poi entrata nel gruppo Sara Lee a Roma, sezione Playtex (intimo), dove ho lavorato due anni alla direzione internazionale seguendo principalmente il settore “sviluppo prodotto e comunicazione” per le filiali europee. Poi sono passata velocemente in Gig giocattoli, a Firenze, che purtroppo però ha avuto difficoltà finanziarie e me ne sono andata nel momento in cui il gruppo Giochi Preziosi ha rilevato l'azienda».
Hai scelto tu Parigi, o è stato un caso?
«Ho avuto l'occasione di venire in Francia, dove il gruppo alimentare Bongrain cercava giovani quadri europei per arricchire i team francesi che sviluppavano prodotti per tutto il mondo. Ho dunque passato 4 anni vicino a Bordeaux come product manager di un marchio di formaggio fresco molto caro ai francesi, il St Môret. Dopo di che ho avuto voglia di sviluppare un business mio e ho cominciato a lavorare su Mamma Fashion. Per farlo nel modo migliore, ho lasciato il lavoro e ho seguito un master in Creazione e gestione d'impresa a Aix en Provence. Sono poi venuta a Parigi con mio marito e subito dopo la nascita di mio figlio Cosimo, l'avventura è iniziata: era il 2006».
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.10183584:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2014/10/25/news/il-cuoco-ex-bagnino-apre-lo-0039-nel-cuore-di-parigi-1.10183584]]
Facciamo un passo indietro. In Francia ti sei innamorata, hai incontrato il ragazzo che sarebbe diventato tuo marito. É per questo che hai deciso di restare?
«Anche per questo, certo. Ma non solo. A me è sempre piaciuto lavorare all’estero, fin da bambina avevo la passione per le lingue straniere. E in Francia ho avuto le opportunità che cercavo».
Dall’intimo ai giocattoli, ai formaggi: ti sei occupata dei settori commerciali più disparati. Poi com’è che hai deciso, con un bambino appena nato, di aprire un’azienda proprio nel settore premaman?
«Ho avuto l’idea quando mia sorella aspettava il primo figlio: si lamentava di non trovare niente di carino da indossare, se non cose molto care o di gamma bassa; così ho cominciato a studiare il mercato e ho deciso di puntare su un prodotto di target medio, che si rivolge a una mamma moderna, che vuole vivere la gravidanza e divertirsi. E mia sorella, che fa l’avvocato ma è appassionata di disegno fumettistico, ha inventato il logo! Nei miei negozi organizzo incontri per le donne incinte, con sociologi, psicologi, e occasioni di divertimento come la pittura del pancione».
2006: arriva dunque il primo negozio...
«Era febbraio, mio figlio Cosimo aveva 8 mesi: ho aperto il mio primo negozio a Parigi, nella zona di St Germain, molto centrale ma anche molto nascosto, scommettendo sul fatto che le future mamme mi avrebbero cercato. E così è stato. Ho passato i primi tre giorni da sola, al quarto è arrivata la prima cliente».
Come ti aveva trovato, e cosa cercava? Ti ricordi?
«Ricordo bene, era una ragazza che cercava abiti premaman carini, colorati. Mi aveva trovato sulle Pagine gialle, che è stato il mio primo veicolo pubblicitario».
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.10515942:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10515942:1652147512/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Dalle Pagine gialle al web...
«Sì, rapidamente ho creato il sito, inizialmente un semplice sito vetrina, che mi ha fatto conoscere presso il mio target e la stampa francese. Il primo anno abbiamo avuto molte pubblicazioni sulle riviste femminili o specializzate dedicate alla gravidanza. Nel 2007 il sito ha cominciato a vendere on-line in Francia, nel 2009 anche in Italia. Nel 2010 abbiamo aperto il secondo negozio a Parigi, in zona Bastiglia. E l'anno scorso abbiamo aperto il terzo negozio a Lione».
Avresti potuto realizzare le stesse cose in Italia?
«Non vorrei essere male interpretata. Io ho sempre voluto vivere all'estero perchè sono una viaggiatrice e in Francia ho avuto una bella opportunità di lavoro. Ne avevo avuta una anche a Milano, ma ho scelto di fare un'esperienza all'estero, perché in quel momento della mia vita mi trovavo qua. Ma non sono scappata dall’Italia, né consiglio ai giovani di fare lo stesso. Ognuno fa quello che si sente e, nonostante le difficoltà, si possono realizzare belle cose anche in Italia. Anche se il contesto italiano mi pare meno adatto a spingere un creatore d’impresa a lanciarsi (la Francia è leggermente meglio, ma non è l'America...) ci sono tanti imprenditori che fanno cose meravigliose in Italia».
Come sono il mercato e il pubblico italiano, rispetto a quello francese?
«Noi vendiamo anche in Italia e io apprezzo tantissimo la cliente italiana, che è motivata a ben vestirsi durante la gravidanza ed è molto contenta di trovarci, sia su internet che in negozio (abbiamo tante turiste italiane a Parigi). Non me la sentirei però in questo momento di aprire un negozio in Italia, nonostante che la richiesta ci sia».
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.10284109:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2014/11/10/news/il-ricercatore-cecinese-ha-scelto-l-australia-1.10284109]]
Ti manca l’Italia?
«L'Italia non mi manca particolarmente, perchè vivo in un paese che è molto vicino, sia geograficamente che culturalmente, quindi l'integrazione è stata semplice. Torno molto volentieri a Cecina, e molto spesso anche, dove vivono la mia famiglia, i miei nipoti e gli amici d'infanzia. I miei figli, Cosimo (9 anni) e Clea (7 anni) sono dei puri cittadini durante l'inverno, ma si trasformano in veri marinari cecinesi durante l'estate e non vorrebbero andare altrove».
Problemi con la lingua?
«No, perché parlo francese da quando avevo 12 anni. E di lingue ne parlo tante perché sono la mia passione».
Rimpiangi quei pomeriggi da ragazzina a cucire vestiti per le tue amiche?
(Ride) «Ma chi ti ha raccontato questa cosa? Io e la mia amica Valentina passavamo il giovedì pomeriggio a tagliare e cucire nell'atelier della sarta che aveva insegnato a mia madre quando era ragazzina! In effetti quest'esperienza mi ha fatto molto comodo perché adesso seguo meglio il lavoro con le modelliste per la produzione della nostra collezione, fabbricata in Italia».
Quelli che hanno lasciato l'Italia: leggi tutti gli articoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
