Il Tirreno

ROSIGNANO

"Non chiudete i Salci"

Maria Meini
Il centro tossicodipendenze i Salci
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Il centro tossicodipendenze i Salci

La Cgil contro il Comune e l'Asl

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ROSIGNANO. No alla chiusura del centro di recupero per tossicodipendenti “I Salci”. La decisione di tagliare l’ultima struttura assistita della provincia sta provocando proteste a catena.
Interviene contro la scelta di spending di Asl e Comune (comproprietari della struttura di Rosignano) anche la Cgil.
Barbara Celati, della Funzione pubblica, e Franca Taddei, di Cgil sanità e sociale, chiedono chiarezza agli enti competenti. «Ci sono dieci posti di lavoro a rischio - dicono le sindacaliste - e 18 persone accolte attualmente nella struttura, che conta venti posti, le quali dal primo gennaio 2015, fra neanche due settimane, si ritroveranno senza un sostegno. Una scelta inaccettabile».
Il centro dovrebbe chiudere il prossimo 31 dicembre. Una decisione che non è stata comunicata ufficialmente né dal Comune né dall’Asl 6, sottolineano le referenti della Cgil, ma che la cooperativa che gestisce il centro, la coop sociale Arnera, ha appreso con la disdetta dell’incarico, trovandosi così su due piedi a dover avvertire i propri operatori che dovrà interrompere il rapporto di lavoro.
Una decisione che la Cgil respinge con forza. «Due anni fa - ricorda Celati - apprendemmo della decisione di chiudere la struttura dai lavoratori in allarme: allora erano tre i centri a rischio, tutti e tre i centri della provincia, Pian di Rena a Livorno, I Salci a Rosignano e Le Pianacce a Piombino. Aprimmo uno stato di agitazione in prefettura e l'Asl si presentò dicendo che avrebbe chiuso Livorno e Piombino, ma avrebbe mantenuto i Salci addirittura ampliandolo». Il verbale d’incontro è datato 25 gennaio 2013.
Da allora cos’è successo? «Niente - rispondono le sindacaliste -: sono stati due anni di silenzio relativamente tranquilli, in cui alle nostre richieste di chiarimenti ci sentivamo rispondere che era solo questione di tempo, e una politica di dissuasione per limitare le domande d’ingresso al centro, poiché le richieste ci sono, ma i requisiti per accedere alla struttura sono sempre più stringenti e quindi molti restano fuori».
Sulla base di quel verbale d’accordo, con la promessa di rilanciare e potenziare la strutturra, fu sospeso il tavolo di agitazione e aperto il confronto con l'Asl. Adesso la Cgil si chiede e chiede agli enti competenti cosa significa che la struttura è inagibile. Chiede di sapere cosa sta succedendo e che fine ha fatto il verbale d’accordo del 2013. «Perché i Salci devono restare aperti»

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