Attenzione
«Creatini si occupi di commercianti al teatro penso io»
Brogi replica indignato al presidente della Pro Loco di Vada «Forse vuole difendere i politici? Io ho fatto il mio dovere»
ROSIGNANO. «Creatini parli delle cose che conosce, parli delle attività commerciali o turistiche che sono competenze tipiche di una Pro Loco di un paese come Vada. Ma siccome di teatro me ne intendo, lasci che me ne occupi io». Vincenzo Brogi, il dirigente del Comune di Rosignano che ha ordinato la chiusura dell’Ordigno per problemi di sicurezza dello stabile, non le manda a dire a Roberto Creatini. Il presidente della Pro Loco vadese ha accusato in un suo intervento i burocrati che non si prendono le loro responsabilità. E a Brogi questo concetto non va giù. «Mi occupo di teatro - dice il dirigente del Settore cultura - dal 1981, da quando con Massimo Paganelli ho diretto le stagioni del teatro Solvay, e poi le stagioni estive di danza e teatro al castello Pasquini. E, tanto per ricordarlo, sono stato anche direttore di Armunia. Mi dispiace sentire da Creatini che “i burocrati si vogliono salvare dalle responsabilità”. Un’affermazione offensiva e falsa”».
Spiega Brogi: «Fin quando c'era la proroga che non rendeva obbligatorio l'adeguamento alle norme antincendio il teatro poteva restare aperto. Ora che la proroga non è stata rinnovata, il teatro può funzionare solo al di sotto delle 100 persone, ma all’Ordigno vengono scolaresche e gruppi anche di mille persone. Dunque, cosa significa che io non mi assumo le responsabilità? Al contrario, visto che sono un burocrate devo preoccuparmi della tutela della gente. Dovrei forse tenere aperto uno spazio non agibile e fruibile dal pubblico rendendomi complice di eventuali situazioni di pericolo che si potrebbero creare, visto che è frequentato da bambini e scolaresche? «Forse Creatini vuole difendere la parte politica, ma non mi interessa fare dietrologie, però non accetto che dica bischerate fastidiose nei miei confronti». (m.m.)
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