Il Tirreno

Creatini contro Brogi «Non si è assunto le sue responsabilità»

Creatini contro Brogi «Non si è assunto le sue responsabilità»

Polemica col dirigente comunale che ha chiuso il teatro Intanto si mobilitano gli artisti: «E’ una casa della cultura»

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VADA. «Qualche burocrate non si è voluto assumere la responsabilità». E’ dura la replica di Roberto Creatini, presidente dell’Ordigno, a Vincenzo Brogi, dirigente comunale che ha firmato il provvedimento di chiusura del teatro. Un botta e risposta che riapre una polemica fra l’associazione vadese e l’amminstrazione comunale. «Ho letto - afferma Creatini - le motivazioni che hanno portato il dirigente comunale Vincenzo Brogi a decretare la chiusura del teatro Ordigno motivandola dal mancato rinnovo della proroga ministeriale e piu' che altro dal fatto che secondo i tecnici ci sarebbero al momento "forti preoccupazioni" per la sicurezza del pubblico legata alle normative antincendio. Lo stesso Brogi si esprime favorevole alla riapertura del teatro se il governo inserisce la proroga nel decretone mille proroghe di fine anno».

«Ma allora mi vien da chiedere: ma in questi due anni trascorsi dalla modifica della normativa, il teatro era a rischio per il pubblico oppure no? e se era a rischio come dicono i tecnici perché si e' continuato a autorizzarci gli spettacoli? e se ora viene emanata la proroga, il teatro si puo' riaprire e quindi non e' piu' a rischio? Non credo che sia un pezzo di carta di proroga o non proroga che mette al sicuro gli spettatori dai rischi. Se ne deduce che la motivazione di "forti preoccupazioni" per la sicurezza del pubblico non sta in piedi. Diciamo invece che qualche burocrate si e' voluto, come si dice, salvarsi dalle responsabilita'; ma i dirigenti se le debbono prendere le responsabilita', altrimenti perché sono dirigenti?»

Il ricordo di Fulciniti. Intanto proseguono gli attestati e le testimonianze di spettatori ed artisti che si sono esibiti all’Ordigno. Scrive Simone Fulciniti, attore, regista e autore livornese, presidente dell' Associazione Area 51 company: «Volevo spendere due parole a favore del teatro Ordigno edel suo direttore artistico Franco Santini, che mi ha inserito con due spettacoli nella stagione teatrale di quest' anno. Io lavoro nel teatro ormai da vent' anni ed in questo periodo ho potuto abbracciare ogni tipo di esperienza, comprese le lunghe tournée professionistiche con registi del calibro di Giorgio Albertazzi e Giuseppe Patroni Griffi. Ho dunque avuto modo di recitare in tanti teatri. E posso sostenere ad alta voce che raramente si incontrano persone preparate, serie e corrette come Franco Santini. Persone che credono nella cultura, che si sacrificano per la cultura e che danno la possibilità a molti artisti di potersi esprimere. Di questi tempi merce molto rara. Il suo impegno e la sua disponibilità meritano grande rispetto. L' Ordigno e' un luogo prezioso che deve essere protetto. Per noi artisti e' una dimora importante, una casa. E questa crociata che abbiamo intrapreso a favore di un' immediata riapertura ne è la conferma. Non so chi ha il potere di riaprire quella porta, ma da questa persona mi attendo un briciolo di buon senso».

L’esperienza di E. Sidre. Sulla vicenda interviene anche Massimo E. Sidre, direttore artistico dei Cantores Circuli: «"Il teatro è luogo di eterogenesi". Queste le parole di Massimo Paganelli, direttore artistico di Armunia nel 2003, al tempo del mio stage universitario; esperienza fondamentale nel percorso che mi ha portato alla laurea in Discipline dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere dell' Università di Pisa. Unisco la mia voce al coro di disapprovazione per la recente e inaspettata chiusura de L' Ordigno di Vada. Da ormai molti anni "frequento" il palcoscenico de L' Ordigno: ho cantato spesso da solo, con altri cantanti della zona e con il Gruppo Vocale Cantores Circuli del quale sono direttore artistico».

E ancora: «Apprezzo l' impegno profuso dal consiglio direttivo del teatro nel proporre al pubblico una vastissima gamma di spettacoli che abbracciano tutte le arti espressive. Molti altri teatri della nostra zona hanno cartelloni ben più esigui de L' Ordigno a causa di costi spesso tanto importanti da non poter essere sostenuti dalle compagnie artistiche, costi che gravano sui biglietti del pubblico pagante. Vorrei aggiungere che per me cantare a Vada ha sempre avuto un forte valore affettivo e immagino che tutti i non più giovani di Vada si ricordino bene di mio nonno materno Biscottino. L' Ordigno di Vada è una incredibilmente ricca ed effervescente realtà di provincia che deve essere salvaguardata e potenziata»

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