Italia
Se l'assessore scrive a Matteo Renzi
Cecina, lettera appello per raccontare al premier la partita persa dai Comuni sulle imposte locali girate allo Stato. Dal 2009 al 2014 il territorio cecinese ha perso 8,2 milioni di euro
CECINA. «Nel Comune di Cecina la tassazione sulla casa è triplicata dal 2009 al 2014 (unico anno di flessione), mentre gli importi a bilancio del Comune sono diminuiti sensibilmente, in cifre si parla di circa 500mila euro». Carta e penna l’assessore al Bilancio di Cecina Federico Cartei scrive al presidente del consiglio Matteo Renzi. Una lettera aperta in cui racconta con tanto di cifre la partita persa dai Comuni sulle imposte locali girate allo Stato.
«Lo Stato nel 2009 elargiva al Comune contributi finalizzati ad alleggerire la pressione fiscale locale per 5,6 milioni di euro mentre nel 2014 sarà il Comune a pagare allo Stato 2.6 milioni di risorse proprie per partecipare in quota parte al rispetto del patto di stabilità nazionale, quindi con un deflusso netto di fondi dal territorio di circa 8,2 milioni – sottolinea –. Una enormità per un Comune di 28mila abitanti in cui, quale ulteriore aggravante, le entrate da oneri di urbanizzazione sono pressoché crollate e ridotte a un terzo rispetto a quelle del 2009 a causa della tremenda crisi del comparto edile». E ancora: «Per il prossimo anno sono previsti ulteriori tagli agli enti locali per 1,2 miliardi di euro, il che comporta presumibilmente per il nostro Comune un ulteriore drenaggio di risorse per 500mila euro che si va a sommare ai precedenti».
Cartei spera che la nuova “local tax”, prevista nella bozza della Legge di stabilità 2015 e che unificherà tutte le imposte comunali tranne la Tari, «non vada a gravare ancor più sui conti di famiglie e imprese, dilaniate da una crisi senza fine. Credo in queste condizioni economiche sia molto pericoloso voler a tutti i costi rispettare il parametro del 3% relativo al rapporto deficit/Pil imposto dai trattati europei e che comporta a cascata per gli enti locali un forte freno agli investimenti per il cosiddetto "rispetto del patto di stabilità": un'ingente quantità di risorse in cassa, oltre 10 milioni di euro per il nostro Comune, che non possono essere utilizzate per scopi produttivi e per dare lavoro alle imprese che assumono». E conclude con l’auspicio che il governo ponga «un’attenzione particolare alle precarie condizioni delle finanze delle famiglie, delle imprese e dei Comuni che come il nostro non possono continuare ancora a lungo a chiedere sempre più risorse ai propri cittadini con il rischio di dover tagliare allo stesso tempo servizi per loro essenziali».
La partita persa dai Comuni by Manolo Morandini
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