Il Tirreno

il caso

Scoperto un intero camping abusivo

di Manolo Morandini
L'ingresso del campeggio Free Time a Marina di Bibbona
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L'ingresso del campeggio Free Time a Marina di Bibbona

La struttura a Marina di Bibbona è più del doppio di quella autorizzata: piazzole attrezzate e opere di urbanizzazione senza alcun permesso. Dal Comune è partito l'ordine di demolizione, gli atti anche in Procura a Livorno

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BIBBONA. Un campeggio fantasma. Cresciuto all’ombra del Camping village Free Time. Sotto la stessa insegna la struttura autorizzata per 111 piazzole ai clienti ne offriva altre 188. E i due numeri danno la dimensione del maxi abuso edilizio, che ha preso forma a Marina di Bibbona. Difficile capire in quanto tempo l’offerta aggiuntiva di spazi è cresciuta, fino a superare la dotazione autorizzata dal Comune di Bibbona. Del resto, stando all’ordinanza del 9 dicembre con cui si ordina la demolizione e il ripristino dei luoghi entro novanta giorni, la tentazione a far saltare i confini autorizzati deve essere stata forte. Il campeggio, di proprietà della società bolognese Unicredit Leasing Spa, è in gestione alla Campeggio Free Beach Srl di cui è amministratore Umberto Buzzichelli, società che guarda caso è proprietaria dei terreni confinanti, su cui ha preso forma il camping fantasma.

Proliferato all’insaputa di tutti. Prima le opere di urbanizzazione non autorizzate: strade inghiaiate, tubi per i cavi dell’elettricità e l’acqua. Il sistema di rete fognaria. E poi le piazzole attrezzate su cui hanno trovato posto anche alcune case mobili, ovviamente senza permesso a costruire. Il tutto è emerso in scia all’operazione dei controlli puntuali avviati da polizia municipale e forestale dello Stato dopo gli esposti del luglio 2011 dell’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti alla Procura di Livorno. Anni di rilettura delle norme e approfondimenti fino alle dodici ordinanze del 9 dicembre per altrettante strutture, tra campeggi e parchi vacanze. Con cui si ordina un maxi intervento di sgombero: più di 1.600 case mobili prive di autorizzazione. E strutture, come verande e cucinotti, fuori regola per tipologia costruttiva e dimensione.

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La nota relativa alla “presunta violazione urbanistico-edilizia” della polizia municipale è del 31 ottobre scorso. Ed è da quella fotografia che viene messo in luce il campeggio fantasma. I vigili urbani descrivono un’area molto più grande rispetto a quella autorizzata, in cui sono state realizzate opere di urbanizzazione Ma anche un’area camper che non dovrebbe esserci, a ridosso della parte non autorizzata del campeggio. Percorrono nuove strade inghiaiate, inesistenti sulle carte. E oltre alle piazzole fantasma scovano anche una serie di immobili realizzati senza permesso a costruire. Tettoie, magazzini, un gruppo di servizi igienici, una casetta il legno. Anche alcuni container in ferro. Sul caso la proprietà non è rintracciabile. Lo confermano anche dagli uffici comunali che l’ordinanza non è ancora stata notificata. E lo stesso sindaco di Bibbona Massimo Fedeli preferisce non esporsi: «Devo approfondire la documentazione con gli uffici – dice –. Ma si profilano risvolti ad ampio raggio».

La società Free Beach Srl oltre alla proprietà e gestione dell’omonimo campeggio a Marina di Bibbona gestisce anche il camping Il Capannino e il Free Time. Undici pagine di ordinanza in cui si dispone a carico della Free Beach Srl la demolizione, rimozione e rimessa in ripristino dell’area su cui sono state realizzate le 188 piazzole abusive e le opere di urbanizzazione. Stessa cosa per l’area sosta camper. Mentre nei confini del campeggio autorizzato, sia il gestore che la proprietà hanno l’obbligo di rimuovere i nove bungalow che ricadono in area soggetta a vincolo paesaggistico, al pari delle 98 tra case mobili e lodge tent allestiti dai privati. E nove bungalow che eccedono la quota del 40% di piazzole che per legge possono essere attrezzate dal gestore. L’ordinanza è la numero 89 e sarà letta anche nelle stanze della Procura della Repubblica. I profili di responsabilità per chi ha realizzato e condotto il camping fantasma, infatti, non si limitano ai soli aspetti urbanistici.

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