Il Tirreno

C’è chi torna in Italia e pensa a innovare

C’è chi torna in Italia e pensa a innovare

La storia di Roberto e Cecilia che, dopo anni tra Shanghai e Singapore, riaprono il ristorante del porto

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ROSIGNANO. Si sono avventurati per Shangai, Singapore e Azerbaijan. Dal porto turistico Marina Cala de' Medici, dove hanno lavorato fino al 2010, sono partiti alla ricerca di nuovi orizzonti per poi tornare facendo tesoro delle esperienze vissute. «“Volver” - in spagnolo “ritornare”, questo il nome del ristorante che apriranno oggi, scrivono sulla loro pagina Fb – è la nostra storia che passa da qua, da Cala de' Medici, si avventura in Oriente, Shangai, Singapore, Azerbaijan e torna in un porto sicuro, questo». Loro sono Cecilia Lami e Roberto De Franco. Lei, originaria di Fauglia, per anni direttore dei locali e degli eventi del porto, lui di origini calabresi, ex chef del “Golden”, al quale dal 2010 hanno chiesto di aprire ben tre ristoranti in Oriente. Dapprima per una compagnia di Hong Kong ha avviato nella metropoli cinese il ristorante italiano “Isola Shangai”, poi per una compagnia russa “Zafferano” a Singapore e infine l'ultimo ristorante all'interno di un lussuoso hotel a Baku in Azerbaijan. Infine la decisione di tornare a Rosignano e trasformare un ristorante, l'ex “Golden” al porto, dove lo stesso De Franco ha lavorato come chef, nel proprio ristorante. Non solo, oltre a “Volver”, che si trova al primo piano della struttura lato nord, da oggi apriranno anche il bar al pian terreno. “Social bar”, questo il nome, dovrà infatti essere in primis un luogo di socializzazione. «Abbiamo cambiato l'arredamento – ci spiega Cecilia Lami – con dei “communal tables”, dei lunghi tavoloni posizionati all'interno del locale rivolti verso una grande lavagna dietro al bancone dove ogni sera disegneremo i piatti che proporremo. Un aperitivo inteso come “tapas bar” mentre una parte del locale sarà riservata all'esposizione e alla vendita di prodotti tipici del territorio». Il “Social bar” aprirà quindi la mattina dalle otto con cornetti prodotti direttamente dalla cucina e andrà avanti fino a tarda serata. «Ogni domenica – spiega ancora – proporremo eventi legati al cibo, come laboratori di degustazione mentre dall'estate faremo anche un servizio di “take away” per le barche». Ma perché tornare proprio a Rosignano? «Perché noi ci crediamo – ci raccontano – nonostante in molti siano scettici. Sappiamo che rispetto a sei anni fa, quando le persone erano abituate a venire al porto, nel tempo c'è stata una disaffezione dovuta anche alla crisi generale ma crediamo in quello che proponiamo. (e.p.)

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