Il Tirreno

I tre candidati ridisegnano la Targa Cecina

di Paolo Marsili
I tre candidati ridisegnano la Targa Cecina

Pecchia, Regoli e Simoncini a confronto sui programmi. Tante differenze, ma un obiettivo comune: rilanciare la kermesse

4 MINUTI DI LETTURA





CECINA. L'Auditorium di via Verdi è già di per se stesso non capiente, ma mercoledì sera i posti a sedere erano occupati per metà, in occasione del confronto tra i candidati a presidente della Targa Cecina rivolto espressamente alla cittadinanza per metterla a conoscenza dei loro programmi per il triennio 2015/17. La mancanza di pubblico, ridotto praticamente agli addetti ai lavori rionali e qualche persona extra, fa dire che sulla Targa va proprio resuscitato l'interesse generale della città. E in effetti, questo è stato un filo conduttore anche dei tre candidati: Susanna Pecchia presidente uscente, Alessandro Regoli e Marco Simoncini che si sono impegnati, una volta eletti, a spronare il loro consiglio direttivo sulla via di ricerca di idee nuove e antidoti adatti ad estirpare il problema. Domenica nella sede ai capannoni si svolgeranno le votazioni, dalle ore 10 alle 20, subito dopo lo spoglio delle schede: i soci sono circa 1.450, non ci andranno logicamente tutti, anche perché uno può essere portatore di una delega, però chiaramente la commissione elettorale avrà un gran daffare; la compongono Elisa Olmi, Rossella Frosini e Marco Polidori con presidente Walter Dominici probo-viro dimissionario. Se non c'è riscontro da parte della gente, dato contro tendenza è il lievitare con le ultime settimane il numero dei soci: prima erano 860, ora appunto 1.450, la caccia alle tessere quindi ai voti è stata serrata ed ha fruttato bene… vedremo quale sarà il responso dell'urna, c'è la curiosità di tutti.

Tagliente la Pecchia: "Si sono dati daffare i commercianti a tesserarsi, io invece conto principalmente sull'apporto dei rionali". Chiara allusione a Regoli che volendo gli ingressi liberi alle sfilate sposa la tesi dei Ccn Cecina Centro e Marina. Un po' fuori dal coro Simoncini che è per una "canonizzazione del passato" della manifestazione, in particolare per la corsa podistica. All'inizio i candidati hanno illustrato il loro programma e dopo hanno risposto a tre domande comuni, preparate dalla commissione elettorale; poi sono seguite le domande del pubblico.

In sintesi i programmi. Per Regoli: 1) ingressi gratuiti con sinergia dei settori commerciali e associazioni varie in modo da avere una manifestazione condivisa da tutti, 2) inserimento Festa dell'uva con carrettini a tema a scopo anche commerciale facendoli girare in un nuovo percorso, 3) eliminare la "notturna" d'agosto, 4) dialogo con le scuole, valorizzare quelle di ballo, approfondire i rapporti con le società sportive, 5) stimolare i targaioli a far crescere la manifestazione.

Simoncini, che sottolinea "Amo la Targa, voglio aiutarla a risollevarsi", ritiene che "è snaturata dai cambiamenti che hanno fatto disinnamorare la gente allontanandola". In definitiva secondo lui si deve tornare agli aspetti tradizionali, "alle peculiarità del passato".

Per Pecchia: 1) continuare a sviluppare i rapporti con scuole, società sportive, associazioni culturali per ampliare conoscenze e bacino d'utenza della Targa, 2) nuovo evento in sostituzione della "notturna" a Marina tipo carnevale estivo coinvolgendo i bagni con i loro villeggianti, 3) sfilate di settembre la prima in notturna e la seconda in diurna, 4) no all'ingresso gratis altrimenti le casse piangono.

Le tre domande: già in mente una squadra di lavoro? Cambierete le modalità di gestione del direttivo? Motivi di ognuno per non votare gli avversari. Sull’ultima domanda i tre hanno glissato. Pecchia ha risposto che si avvarrà ancora di Gianfranco Bigazzi e Marco Polidori, poi gli altri sono espressione dei rioni, ma il suo motto è "largo ai giovani, ce ne sono già e altri devono arrivare, dobbiamo aiutarli". Regoli come suoi collaboratori stretti ha presentato Davide Fiorentini e Carmine D'Addese. Simoncini ha in mente un aspetto dell'organizzazione tutto diverso, una gestione con compiti ben precisi più professionali, che coprano tutti i settori della Targa.

Un'osservazione: Bigazzi e D'Addese sono entrambi del rione Palazzi, che pertanto potrebbe subire una spaccatura. Riguardo ai cambiamenti di statuto, tutti e tre, rilevando delle "storture" alla luce dai fatti avvenuti, anche con l'attuale tesseramento, hanno annunciato di volerci porre "rimedio". Dopo, domande del pubblico e relative risposte dei candidati su incassi mancanti per gli ingressi gratuiti, risorse derivate dal Comune e altri enti, dalle ditte e dai commercianti, ricadute propagandistiche sulla città, “i cambiamenti dovevano avvenire prima anche nei rioni, ora la Targa è diventata un circolo chiuso”, il problema dei capannoni, c'è anche da pensare al Carnevale, da cambiare anche le attrazioni della Settimana della Targa possibilmente aggiungendoci giorni prima e dopo. E il Cantarga? “La corsa è noiosa, la vince sempre il solito”, perché ci sono carri fatti di pezzi presi di fuori e così non si valorizzano gli artisti di cartapesta locali? Mauro D'Ambrogio è tornato a ribadire che "mancano gli spettatori, i candidati devono porsi il problema, ma nel loro programma non lo fanno; ci devono essere in seno ai rioni delle persone che studino il problema e poi in gruppo vedano di risolverlo".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini