Lutto
Via agli esuberi in Solvay In mobilità 12 dipendenti
Firmato ieri l’accordo per avviare il primo pacchetto di prepensionamenti Vallini (Rsu): «Entro la fine del 2015 previste altre 53 uscite, ma anche reintegri»
ROSIGNANO. Convalidati ieri mattina i primi 12 esuberi allo stabilimento Solvay. Si tratta di dipendenti in età compresa fra i 58 e i 61 anni di età, che usufruiranno della mobilità in attesa di percepire la pensione, una volta che avranno raggiunto i previsti limiti di età o di anzianità lavorativa.
Con le firme di ieri mattina di fatto prende il via il piano per la messa in mobilità volontaria, che Solvay e organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, UIl e Ugl)) hanno siglato nei giorni scorsi nella sede di Confindustria a Livorno. «Abbiamo fatto una serie di incontri - spiega Rossella Vallini, coordinatrice della Rsu Solvay - al termine dei quali abbiamo firmato un accordo per la messa in mobilità volontaria di 65 unità».
L’operazione esuberi, in verità, è stata annunciata nel gennaio del 2013 dall’azienda chimica. Solvay, in quel momento, aveva chiarito il piano per via Piave: il risparmio dei costi stimato in 20 milioni l’anno con una redditività attesa in incremento già da quest’anno. A fronte di questo l’azienda aveva annunciato investimenti per in 5,3 milioni l’anno. Quanto al personale, il progetto prevedeva 70 esuberi entro la fine del 2015. Siccome da allora sono usciti “naturalmente” alcuni dipendenti, ad oggi all’interno dello stabilimento rosignanese lavoratori da “tagliare” risultano appunto 65.
Dodici dei quali, in base all’accordo messo nero su bianco ieri mattina, termineranno la loro attività lavorativa entro la fine del mese. «Si tratta di dipendenti - spiega Vallini - che andranno in mobilità per un massimo di 36 mesi, così come previsto dalle attuali normative. In verità buona parte di loro avrà necessità di molti meno mesi di mobilità, dato che a breve raggiungerà l’età prevista per la pensione».
La ristrutturazione progettata da Solvay, come sottolineato più volte dalla stessa azienda, è collegata alla diminuita attività della sodiera di Rosignano, dovuta principalmente all’immissione sul mercato della soda turca (naturale e a costi minori). «Ad oggi la sodiera - spiega Vallini - marcia a 2.200 tonnellate al giorno, così come previsto dall’accordo siglato con Solvay».
Il dettaglio da non sottovalutare è che l’intera riorganizzazione, che implica altri 53 esuberi oltre ai 12 firmati ieri mattina, deve andare in porto entro la fine del prossimo anno, così come previsto dal progetto presentato a inizio 2013 dai vertici di via Piave. Solvay dovrà quindi avviare un confronto serrato con le organizzazioni sindacali per dare corso al piano di tagli.
La speranza dei sindacati è che a fronte di queste uscite programmate si possa arrivare ad assunzioni di giovani. «Con la riorganizzazione - prosegue Vallini - vedremo se sarà possibile il reintegro di qualche giovane. In verità, nell’ultimo anno e mezzo sono già stati confermati tutti i contratti a tempo determinato, vale a dire circa 10 persone».
Vallini, che sottolinea che finora il confronto con l’azienda sia stato considerato piuttosto soddisfacente, sottolinea infine come siano già previsti altri reintegri. «Nel corso del 2015 - conclude Vallini - e nei primi mesi del 2016 dovrebbe esserci un ulteriore assunzione di una decina di persone in totale, dovrebbe trattarsi di giovani con una scolarità elevata e specializzata, per dare un valore aggiunto alle attività».
Anna Cecchini
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