Sicurezza
Domenica si vota per la Targa Cecina
Alessandro Regoli, Susanna Pecchia e Marco Simoncini si sono misurati su molti temi. Scarso il pubblico
CECINA. L’Auditorium di via Verdi è già di per se stesso non capiente, ma mercoledì 10 sera i posti a sedere erano occupati per metà, in occasione del confronto tra i candidati a presidente della Targa Cecina rivolto espressamente alla cittadinanza per metterla a conoscenza dei loro programmi per il triennio 2015/17.
La mancanza di pubblico, ridotto praticamente ad addetti ai lavori rionali e qualche persona extra, fa dire che sulla Targa va proprio resuscitato l’interesse generale della città.
E in effetti, questo è stato un filo conduttore anche dei tre candidati Susanna Pecchia presidente uscente, Alessandro Regoli e Marco Simoncini che si sono impegnati, una volta eletti, a spronare il loro consiglio direttivo sulla via di ricerca di idee nuove e antidoti adatti ad estirpare il problema.
Domenica 14 nella sede ai capannoni si svolgeranno le votazioni, dalle ore 10 alle 20, subito dopo lo spoglio delle schede: i soci sono circa 1.450, non ci andranno logicamente tutti anche perché uno può essere portatore di una delega, però chiaramente la commissione elettorale avrà un gran daffare; la compongono Elisa Olmi, Rossella Frosini e Marco Polidori con presidente Walter Dominici probo-viro dimissionario.
Se non c’è riscontro da parte della gente, dato contro tendenza è il lievitare con le ultime settimane il numero dei soci: prima erano 860, ora appunto 1.450, la caccia alle tessere quindi ai voti è stata serrata è ha fruttato bene…vedremo quale sarà il responso dell’urna, c’è la curiosità di tutti.
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Tagliente la Pecchia: “Si sono dati daffare i commercianti a tesserarsi, io invece conto principalmente sull’apporto dei rionali”. Chiara allusione a Regoli che volendo gli ingressi liberi alle sfilate sposa la tesi dei Ccn di Centro e Marina.
Un po’ fuori dal discorso Simoncini che è per una “canonizzazione del passato” della manifestazione in particolare per la corsa podistica. All’inizio i candidati hanno illustrato il loro programma e dopo hanno risposto a tre domande comuni, preparate dalla commissione elettorale; poi sono seguite le domande del pubblico.
I programmi: per Regoli 1) ingressi gratuiti con sinergia dei settori commerciali e associazioni varie in modo da avere una manifestazione condivisa da tutti, 2) inserimento Festa dell’uva con carrettini a tema a scopo anche commerciale facendoli girare in un nuovo percorso, 3) eliminare la “notturna” d’agosto, 4) dialogo con le scuole, valorizzare quelle di ballo, approfondire i rapporti con le società sportive, 5) stimolare i targaioli a far crescere la manifestazione;
per Simoncini sottolineando “amo la Targa, voglio aiutarla a risollevarsi” ritiene che “è snaturata dai cambiamenti che hanno fatto disinnamorare la gente allontanandola”, in definitiva secondo lui si deve tornare agli aspetti tradizionali, “alle sue peculiarità del passato”;
per Pecchia 1) continuare a sviluppare i rapporti con scuole, società sportive, associazioni culturali per ampliare conoscenze e bacino d’utenza della Targa, 2) nuovo evento in sostituzione della “notturna” a Marina tipo carnevale estivo coinvolgendo i bagni con i loro villeggianti, 3) sfilate di settembre la prima in notturna e la seconda in diurna, 4) no all’ingresso gratis altrimenti le casse piangono.
Le tre domande: Già in mente una squadra di lavoro? Cambierete le modalità di gestione del direttivo? Motivi di uno per non votare gli avversari. Domanda questa un po’ puerile, ed infatti i tre ci hanno girato intorno senza chiarezza…
Pecchia ha risposto che si avvarrà ancora di Gianfranco Bigazzi e Marco Polidori poi gli altri sono espressione dei rioni, ma il suo motto è “largo ai giovani, ce ne sono già e altri devono arrivare, dobbiamo aiutarli”.
Regoli come suoi collaboratori stretti ha presentato Davide Fiorentini e Carmine D’Addese.
Simoncini ha in mente un aspetto dell’organizzazione tutto diverso, una gestione con compiti ben precisi più professionali, che coprano tutti i settori della Targa.
Un’osservazione: Bigazzi e D’Addese sono entrambi del rione Palazzi, che pertanto potrebbe subire la spaccatura. Riguardo ai cambiamenti di statuto, tutti e tre rilevando delle “storture” alla luce dai fatti avvenuti, anche con l’attuale tesseramento, hanno annunciato di volerci porre “rimedi”.
Dopo, domande del pubblico e relative risposte dei candidati su incassi mancanti per gli ingressi gratis, risorse derivate dal Comune e altri enti, dalle ditte e dai commercianti, ricadute propagandistiche sulla città, i cambiamenti dovevano avvenire prima anche nei rioni ora la Targa è diventata un circolo chiuso, il problema dei capannoni, c’è anche da pensare al Carnevale, da cambiare anche le attrazioni della Settimana della Targa possibilmente aggiungendoci giorni prima e dopo, e il Cantarga?, la corsa è noiosa la vince sempre il solito, perché ci sono carri fatti di pezzi presi di fuori e così non si valorizzano gli artisti di cartapesta locali?
Mauro D’Ambrogio è tornato a ribadire che “mancano gli spettatori, i candidati devono porsi il problema, nel loro programma non lo fanno; ci devono essere in seno ai rioni delle persone che studino il problema e poi in gruppo vedano di risolverlo”.
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