Il Tirreno

«Questione ancora aperta» La difesa di Assocamping

Il presidente Valori: «Iter da chiudere ma va tutelato un comparto importante» Normativa poco chiara e situazioni diverse: a rischio quote di mercato

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BIBBONA. «È un discorso aperto», afferma Matteo Valori presidente di Assocamping, l’associazione che riunisce le imprese del settore aderente a Confesercenti. «L’iter deve essere chiuso, il Comune ha convocato tutte le strutture perché per ciascuna ci sono delle specificità da affrontare. La speranza è che la partita si chiuda nel modo migliore possibile perché si tratta di un comparto importante, il principale per questo tipo d’offerta della Costa degli Etruschi, sia per numero di presenze che di indotto economico sul territorio». Anche Valori opera a Marina di Bibbona e la sua struttura, Il Gineprino, è una delle due in regola insieme a Le Capanne.

Il rappresentante di Assocamping fa forza sui numeri. «Serve attenzione perché tutto è stato fatto alla luce del sole. Insomma, serve buonsenso e che le istituzioni siano di sostegno alle imprese che oltretutto operano nell’unico comparto turistico che quest’anno ha tenuto». I riflessi di ordinanze tese a far piazza pulita di quanto si è consolidato negli anni nei campeggi e nei parchi vacanze, sulla scorta di una normativa poco chiara ed evidentemente di controlli poco assidui e puntuali, non sono trascurabili. «Dobbiamo evitare di causare la perdita di quote di mercato per effetto di una normativa tutt’altro che semplice e chiara – sottolinea –. Se, invece, accadrà il contrario si deve essere consapevoli che quel gap nei prossimi anni non riusciremo a recuperarlo perché i flussi turistici sono estremamente mobili».

Nel merito dei provvedimenti il presidente di Assocamping preferisce non addentrarsi. «Ci sono dei cavilli burocratici che stiamo cercando di sciogliere, dei lacci che purtroppo ci sono e che derivano da una legge regionale, la 42 del 200, che deve essere riformata». E ancora: «La questione delle case mobili è annosa e ogni campeggio presenta situazioni particolari e dovrà mettersi in regola per quanto necessario – sostiene –. Ma serve un arco di tempo adeguato per arrivare a delle soluzioni che non si traducano in un bagno di sangue».

Allargando la prospettiva al mercato turistico Valori non ha dubbi. «L’evoluzione in questo segmento della domanda turistica ha portato alle case mobili. Oggi sono una necessità per una struttura che vuole stare sul mercato. Su questo auspichiamo una liberalizzazione che dia all’imprenditore la possibilità di investire con certezza e sulla base delle prospettive di mercato e dei contratti con i tour operator». E aggiunge: Mentre da noi si dibatte sul fatto di poter installare o meno le case mobili nei campeggi , i nostri competitor internazionali, in particolare le imprese che operano in Francia, Spagna e Croazia, stanno volando con strutture all’avanguardia e rilanciando tutto il comparto del turismo all’aria aperta, compreso il settore delle aziende leader nella produzione di case mobili, che da noi purtroppo hanno smantellato e delocalizzato proprio in quei Paesi».

Tornando al caso di Marina di Bibbona, però, l’urgenza più che strategica è di ordine pratico. Sul tavolo e in mano ai gestori di dodici delle quattordici strutture ci sono ordinanze di rimozione e ripristino dei luoghi perentorie. «L’auspicio è di avere una vicinanza in un momento di difficoltà – conclude il presidente di Assocamping Matteo Valori –, una mano tesa per chiudere questa partita nel migliore dei modi».(m.m.)

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