Il Tirreno

«Prima abbiamo adeguato le scuole Ora tocca al teatro»

di Anna Cecchini
«Prima abbiamo adeguato le scuole Ora tocca al teatro»

Il sindaco sullo slittamento dei lavori: «Farli nello scorso giugno avrebbe significato non poter pagare le ditte»

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VADA. «La nostra priorità sono state le scuole». Il sindaco Franchi parla chiaro: tra l’adeguamento antincendio del teatro L’Ordigno e quello delle strutture scolastiche, il Comune ha scelto il secondo intervento. Una scelta comprensibile. «Nel triennio 2012-2014 - spiega il primo cittadino - abbiamo adeguato tutte le scuole, in maniera che avessero la certificazione antincendio anche rispetto alla nuova normativa». Lavori per cui l’amministrazione, nell’ultimo triennio, ha speso circa un milione di euro (adeguamenti prevenzione incendi e miglioramenti igieni-sanitari e strutturali nelle scuole).

«In alcuni asili - prosegue Franchi - abbiamo anche rinnovato una parte degli arredi. «Abbiamo adeguato la struttura geodetica - spiega Franchi - spendendo 150mila euro, e abbiamo deciso di investire 540mila euro per ristrutturazione e adeguamento del palazzetto dello sport, che verrà fatto nel 2015». Chiaro che, a fronte di un complesso di lavori all’interno delle scuole, gli interventi di adeguamento di altre strutture sono rimasti al palo. Tra queste c’è anche il teatro L’Ordigno. «Abbiamo dato la priorità alle scuole, poi abbiamo chiarito che - prosegue Franchi - se ci fossero stati miglioramenti dei vincoli del patto si stabilità avremmo avviato anche altri lavori, tra cui appunto quelli per il teatro di Vada. Ciò purtroppo non è avvenuto e quindi i lavori al teatro sono saltati».

Il primo cittadino, in risposta al direttore artistico della struttura vadese Franco Santini, che nei giorni scorsi ha fatto notare come in verità l’amministrazione avesse comunicato di voler avviare l’intervento per l’adeguamento antincendio lo scorso giugno, spiega come «all’Ordigno non era stato garantito che si sarebbero fatti i lavori a giugno, era stato detto che se c'erano le condizioni si sarebbero fatti altrimenti no». Evidentemente le condizioni favorevoli non ci sono state, tanto che a fine novembre il teatro, frequentato da circa 4.500 spettatori per ogni stagione teatrale, è stato chiuso, tra l’altro senza particolari preavvisi all’associazione che lo gestisce.

Franchi garantisce che il pasticcio dell’Ordigno è tutto collegato al rispetto del patto di stabilità. «Ripeto - dice il sindaco - che i soldi per l’adeguamento dell’Ordigno sono stati stanziati nel 2012 e che anche la progettazione è terminata a giugno 2014, con il progetto esecutivo». Significa che il Comune avrebbe potuto effettuare l’intervento. «Praticamente eravamo pronti per fare la gara - prosegue il primo cittadino - Avremmo potuto anche appaltare i lavori, solo che al termine dell’intervento non avremmo pagato le ditte. E questo non perché non avessimo i soldi, che come detto erano stati stanziati già dal 2012, ma perché dobbiamo rispettare il patto di stabilità».

Insomma il sindaco spiega che il mancato adeguamento dell’Ordigno non è stata una scelta dell’amministrazione, ma invece una spina nel fianco. «La volontà dell’amministrazione - prosegue -, anche in un momento di crisi, ha messo a disposizione 340mila euro per adeguamento e ristrutturazione della struttura. Questa è la dimostrazione che non ce ne siamo dimenticati, al contrario abbiamo presente la necessità di fare questi lavori». Quanto al futuro, il sindaco - come hanno già fatto Creatini e Santini, rispettivamente presidente e direttore artistico della struttura vadese - spiega che c’è la possibilità che il Governo inserisca nel decreto Milleproroghe di fine anno anche un nuovo slittamento dei termini di messa a norma per le leggi antincendio.

«Ma di certo il Comune - dice ancora Franchi - non vuole contare sulla proroga, e quindi come detto i lavori si faranno nel 2015. I tempi esatti non posso dirli, anche perché sono interventi di una certa portata». Quel che invece Franchi assicura è che le due tranche di lavori (adeguamento antincendio e ristrutturazione degli ambienti del teatro) «saranno portati avanti contestualmente, con l’apertura di un unico cantiere».

Quanto al fatto che Creatini ha fatto notare come nonostante la chiusura del teatro, l’associazione debba proseguire a pagare le utenze e il custode visto che la struttura resta aperta per corsi e sala prove, Franchi precisa che il Comune fornisce un contributo annuo di 23mila euro all’Ordigno».

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