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«Non ho strutture fisse, chi arriva poi smonta tutto»
BIBBONA. «Non ho strutture fisse e neppure clienti stagionali. La quota di case mobili che abbiamo attrezzato è al di sotto della soglia di legge del 40%». Così Claudio Galassi, gestore del campeggio...
BIBBONA. «Non ho strutture fisse e neppure clienti stagionali. La quota di case mobili che abbiamo attrezzato è al di sotto della soglia di legge del 40%». Così Claudio Galassi, gestore del campeggio Casa di Caccia, descrive la struttura che ricade in area soggetta a vincolo paesaggistico.
Anche Casa di Caccia è tra le realtà colpite da un’ordinanza di rimozione e ripristino del Comune di Bibbona. Su 192 piazzole, 63 sono quelle occupate da case mobili attrezzate dal gestore, il resto (129) sono libere. E il Comune ordina la rimozione di tutte le 63 case mobili perché installate senza la necessaria autorizzazione paesaggistica. Non si scompone Galassi, consapevole che all’interno del camping non ha strutture fisse, tipo verande o cucinotti, da rimuovere. E che il suo è uno di quei casi di scuola in cui è l’interpretazione data alla norma a creare il problema. «L’80% della nostra clientela arriva dall’estero con roulotte o caravan – afferma Claudio Galassi – e finita al vacanza, in genere dura un mese, smontano tutto e liberano la piazzola. Insomma, le nostre piazzole si usano per il turismo itinerante».(m.m.)
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