Il Tirreno

I camperisti indirizzano l’indagine

Due esposti dell’associazione a luglio 2011: «Camping trasformati in paesini»

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BIBBONA. Due esposti all’inizio di luglio 2011 indirizzati alla Procura di Livorno. Il primo sulla messa in sicurezza dei campeggi in materia di prevenzione incendi e l’altro per la presenza di strutture, case mobili e verande, ritenute non a norma. «Due atti dovuti di fronte all’inerzia di chi avrebbe dovuto far applicare la legge, dopo una serie di incontri anche con l’amministrazione comunale di Bibbona per arrivare a soluzioni condivise». È quanto afferma il coordinatore dell’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti Pier Luigi Ciolli.

L’associazione è una delle maggiori a livello nazionale e rappresenta circa 5mila equipaggi di camperisti. «Ci sono dei campeggi che si sono trasformati in paesini, con una popolazione che è maggiore di quella di Bibbona – sostiene Ciolli –. E oltretutto, chi fa turismo itinerante con caravan, roulotte o tende finisce per non trovare posto perché i gestori seguono altre logiche rispetto all’affitto delle piazzole per periodi anche brevi. Insomma, privilegiano una rendita annua sicura». Il coordinatore dei Camperisti svela da parte sua il meccanismo. «In alcuni casi è sufficiente prendere in affitto la piazzola su cui installare roulotte o camper magari di seconda mano. Tanto una volta installati da quei posti non vengono più mossi. E si creano di fatto strutture fisse. Oltretutto, c’è la tendenza ad allargarsi con teli non ignifughi o altre strutture fisse in aderenza al camper, senza alcun riguardo per i pericoli in caso di incendio». E aggiunge: «Nei nostri sopralluoghi abbiamo visto piazzole attrezzate con cavi elettrici volanti all’interno di tende o bracieri montati non a distanza di sicurezza». L’associazione si è mossa su segnalazione di alcuni camperisti. «Abbiamo fatto sopralluoghi in tutte le strutture e raccolto una documentazione puntuale. Siamo intervenuti per non sentirci colpevoli nel caso di un incidente con segnalazioni puntuali». E in tema di case mobili: «La piazzola viene data in affitto perché non si può vendere. Il cliente vi piazza su la propria casa mobile e con una minima spesa annuale si fa una casetta al mare». (m.m.)

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