Sicurezza
Lavori promessi per giugno saltati senza un perché
Santini, direttore del teatro: «Non mi aspettavo una chiusura così repentina» Senza un’altra proroga, il Comune la adeguerà solo nella seconda metà del 2015
VADA. Chiede che se davvero il Comune si deciderà a fare i lavori, non li divida in due tranche. Così da evitare che il teatro debba essere chiuso più volte tra il 2015 e il 2016.
Franco Santini, direttore artistico dell’Ordigno, ha un carattere pacato, ma questa vicenda della chiusura repentina dell’edificio non l’ha proprio digerita. «Non mi aspettavo una soluzione del genere - precisa -, così immediata. Abbiamo dovuto congelare gli spettacoli già in cartellone, con la sola speranza di poter riprendere l’attività a metà gennaio». Il teatro di Vada, che - lo ricordiamo - nell’arco di una stagione arriva a contare circa 4.500 spettatori, è stato chiuso a fine novembre dato che l’immobile non risponde alle leggi antincendio.
Le polemiche sono iniziate subito, prima di tutto quelle dei cittadini che a due giorni dalla chiusura hanno organizzato una manifestazione-corteo lungo le vie della frazione. Santini ripercorre l’iter che ha portato a bloccare l’attività, e ci tiene a sottolineare che in verità i lavori di adeguamento della struttura erano stati annunciati per il giugno scorso. «Ormai è noto - dice Santini - che nel 2012 e nel 2013 siamo andati avanti grazie alle proroghe concesse dal Governo. Lo scorso anno però il Comune disse che i lavori di adeguamento per l’antincendio sarebbero stati fatti a giugno 2014». Invece alla fine della stagione teatrale invernale niente si è mosso, come del resto neppure nei mesi successivi. «Abbiamo domandato più volte - prosegue Santini - ma non abbiamo ricevuto risposte chiare. Io non voglio entrare nelle scelte del Comune, fatto sta che le cose sono andate avanti fino al momento in cui io dovevo preparare il calendario degli spettacoli. A quel punto ho chiesto se era possibile metterlo su e, dato che non mi hanno risposto negativamente, siamo andati avanti. Certo, abbiamo avvertito le varie compagnie contattate che ci si sarebbero potuti essere problemi. Devo dire però che non mi aspettavo una chiusura così, senza preavviso».
La speranza di Santini e di tutte le migliaia di persone che frequentano il teatro di Vada, è che «il Governo, a fine anno, inserisca anche questo settore nel decreto Milleproroghe. Ciò permetterebbe di riavviare la stagione a metà gennaio». Ma non è detto che questo avvenga, e comunque è indispensabile che l’amministrazione faccia l’intervento di adeguamento al più presto. «In verità - spiega il direttore artistico -l’amministrazione ci ha già detto che i lavori potranno essere fatti solo nella seconda metà del 2015. Perché, per i problemi legati al patto di stabilità, in questo modo possono suddividere le spese un po’ nel 2015 e un po’ nel 2016». Certo è che se davvero l’amministrazione non avviasse l’adeguamento prima della metà del prossimo anno, anche la prossima stagione teatrale di fatto salterebbe.
«La struttura - conclude Santini, che è rimasto commosso dalle tante dimostrazioni di affetto e solidarietà avute dopo la chiusura del teatro - necessita di lavori su due fronti: per la legge antincendio, in scadenza, a noi manca il serbatoio dell'acqua con le pompe a cui possono accedere vigili del fuoco, e internamente va messo a norma l’impianto elettrico. Ma ci sono anche altri lavori da fare, oltre quelli per l’antincendio. L’impianto di condizionamento è guasto da tre anni. Anche questo intervento rientra in quelli previsti dal Comune. Noi abbiamo chiesto che non vengano divisi in due tranche, ma siano fatti contestualmente, per evitare di dover spezzare la stagione troppe volte».
Anna Cecchini
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