Sicurezza
Una campagna per salvare l'Ordigno
Chiuso il teatro, inviate contributi, messaggi, foto e video al Tirreno. Ecco come
VADA. «Se davvero il teatro dovesse restare chiuso per tutto il 2015 saremmo comunque costretti a spendere per le utenze, senza però avere alcun introito dalla vendita dei biglietti per gli spettacoli». Roberto Creatini, presidente dell’Ordigno, fa notare che la chiusura dell’edificio, oltre a creare un innegabile danno per la cultura locale, rappresenta anche una beffa per l’associazione che la gestisce.
Il teatro, ne abbiamo dato notizia, è stato repentinamente chiuso giovedì 27 novembre, con una lettera del dirigente comunale del Settore qualità della vita ai vertici dell’Ordigno. In pratica, dato che l’edificio alle porte di Vada non risponde ai necessari requisiti delle normative antincendio, l’amministrazione ha stabilito di interrompere l’attività di spettacolazione. Per quanto riguarda invece corsi di danza, ginnastica e prove musicali, la struttura potrà restare aperta, visto che per queste attività non è prevista la presenza di pubblico.
Fatto sta che la comunità di Vada - e non solo, visto che il teatro è frequentato da persone provenienti da tutta la costa - risentirebbe indubbiamente del dover rinunciare all’Ordigno per l’intera stagione 2014-2015. «La dimostrazione dell'interesse per i nostri programmi - spiega Creatini - è data dai numeri: in 8 mesi di attività dell'anno 2013 si sono effettuati ben 50 spettacoli con un dato di presenze di pubblico pari a 4.500 spettatori, ossia una media di 90 presenze per ogni spettacolo». Bene anche le attività musicali realizzate all’interno dell’apposita sala prove. «Questo settore - prosegue il presidente dell’associazione Ordigno - ha portato a 300 ore di utilizzo dell’edificio da parte i gruppi musicali locali e singoli solisti». Insomma, appare chiaro che il locale alle porte di Vada è tutt’altro che un teatro di frazione. «Anche perché da noi - spiega ancora Creatini - vengono ad esibirsi compagnie da tutta la provincia».
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Che l’attività del teatro fosse a rischio si sapeva da due anni. È infatti dal 2011 che sono variate le normative di adeguamento antincendio, che avrebbero imposto una ristrutturazione dell’immobile. Il Governo, nell’autunno del 2012 e poi del 2013, ha prorogato il termine per l’adeguamento e quindi l’edificio ha proseguito la regolare programmazione. L’ultima scadenza c’è stata nelle scorse settimane, quando il Comune - che in questi anni ha, peccando di eccessivo attendismo, non ha eseguito l’intervento di messa in regola dell’edificio - sperava che l’adeguamento fosse nuovamente rinviato. Così non è stato e quindi il dirigente, responsabile della sicurezza all’interno del teatro, ha deciso di mettere fine al calendario degli spettacoli, che tra l’altro era già stato decido e pubblicizzato.
Oltre al problema, grave, che il territorio non può più contare sull’attività teatrale, c’è anche un danno economico per l’associazione. «Dato che la struttura - spiega Creatini - resta aperta per ginnastica, danza e sala prove dobbiamo pagare il custode, e le bollette di luce, gas e acqua. Per queste voci spendiamo in genere quasi 20mila euro l’anno. Se davvero il Governo non deciderà per l’ennesima proroga e il teatro dovrà restare chiuso fino ai lavori di ristrutturazione (a metà 2015), di fatto noi spenderemo questi soldi, senza però avere alcun introito dai biglietti degli spettacoli».
- LA CAMPAGNA DEL TIRRENO
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