Il Tirreno

PROPOSTA CHOC DI UN COMMERCIANTE

Negozi, mazzata-tasse «Serve lo sciopero fiscale»

di Paolo Federighi

SAN VINCENZO. Una sorta di sciopero fiscale. "Nove o dieci persone nella zona blu, il paese è finito. E, in più, tasse su tasse. Così non ce la facciamo più e San Vincenzo muore". E' quanto dice...

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SAN VINCENZO. Una sorta di sciopero fiscale. "Nove o dieci persone nella zona blu, il paese è finito. E, in più, tasse su tasse. Così non ce la facciamo più e San Vincenzo muore". E' quanto dice Davide Chicca, uno dei commercianti più noti di San Vincenzo, titolare de "La Fontana" e del "J Thomas beach" nella zona portuale. La sua proposta ha l'intento di creare uno choc: stop al pagamento delle tasse, ad iniziare da quelle comunali, e in cambio forza lavoro, occupazione e rinascita di un paese spento, che da alcune settimane è vuoto o semivuoto anche nei fine settimana. Una proposta che è sorta su facebook, sul gruppo "San Vincenzo, democrazia e libera opinione", che sta iniziando a raccogliere un buon numero di consensi. "Ora basta - scrive Chicca -. Guardavo su Striscia la notizia che cosa rubano nelle Regioni. Ma perché non creiamo il primo paese in rivolta, San Vincenzo? Senza creare confusione in piazza con botte e manganellate, ma semplicemente smettendo di pagare, intanto, tutte le tasse comunali per due anni per ridare ossigeno al nostro paesello che sta velocemente precipitando nel baratro. Sono rimasti dieci negozi aperti, e invece di darci un aiuto ci continuano ad arrivare da pagare il suolo pubblico, la Tari, la Tasi ecc. Guardiamo quanti di voi sono d'accordo con me. Io ci sto, poi vediamo in quanti ci porteranno al carcere di Livorno. Vogliamo essere alleggeriti per stare aperti, lavorare e dare lavoro. Accettiamo tutti: commercianti, albergatori, stabilimenti balneari, cittadini, operai, pensionati. Tutto questo per rilanciare l'economia e la vivibilità del nostro paese. Ci state? Cliccate mi piace, condividete e non abbiate paura". I "mi piace" alla proposta choc, all'inizio pochi, sono saliti a circa venticinque. Pochi comunque, per Chicca, secondo il quale il no o il silenzio di molti sarebbe dettato dalla paura. "Sarebbe un'idea forte e importante - dice Chicca -, ma la gente ha paura. Lo vedranno con i propri occhi che così non si può andare avanti". Su facebook, alcuni commenti. C'è chi dice che è dura tirarsi indietro dal pagare le tasse, chi dice che basta uno solo che paghi e la proposta non avrebbe più senso. In seguito ai commenti, Chicca ha lanciato un'altra esortazione alla protesta: "Incontriamoci - scrive -, tiriamo in ballo i nostri nomi e cognomi, tutti i nostri commercialisti e avvocati, poi voglio vedere come finisce. Intanto condividiamo e guardiamo. Ci deve essere un po' di coraggio". Poco a poco, aumentano le adesioni alla proposta. Vedremo se, in questi giorni, esse aumenteranno o meno e se la proposta sarà messa in pratica o svanirà in una bolla di sapone.

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