Proteste
Cane ingerisce lenza con cinque ami
Donoratico: brutta avventura per il labrador Duna salvato dalla veterinaria
CASTAGNETO. Pescatori maleducati. Non è giusto fare di tutta l'erba un fascio, ma sono parecchi i bivacchi e i rifiuti lasciati dagli "sportivi" in spiaggia, dopo una serata passata a pescare. Bottiglie, cartacce e purtroppo, fili di nylon con attaccati ami. Certe volte attorcigliati, tre, quattro o cinque. Solo un problema di inquinamento? No, perchè quando ad avere la peggio sono i nostri amici a quattro zampe, la cosa si complica.
Giovedì 4, infatti, Duna, un giovane labrador, passeggiava felice sulla spiaggia con la sua padrona finchè qualcosa non ha cominciato ad andare storto. E' stata ripresa per un pelo dalla veterinaria dopo che aveva ingerito un filo con ben cinque ami attaccati. «Verso le 10.45 mi trovavo sul tratto di spiaggia tra lo stabilimento Shangri-là e il Circolo Nautico - spiega la proprietaria Adelaide Guarino - con i miei cani. Ad un certo punto ho notato che Duna, la più piccola, aveva un filo da pesca penzoloni dalla bocca. Mi sono sentita male. Non l'ho tirato perché già in passato avevo avuto un'altra esperienza simile. Così ho chiamato la veterinaria e mi sono precipitata in ambulatorio. Dalla radiografia è risultato un groviglio di fili con 5 ami, così è stata trasferita a Cecina e sottoposta ad intervento tramite endoscopia con anestesia totale. Per fortuna ora sta bene».
Un problema concreto quindi quello degli ami lasciati in spiaggia, un pericolo per tutti, già sollevato in più occasioni, non solo dalle persone che amano frequentare la spiaggia con cani e bambini ma anche dagli stessi pescatori. Come nel caso di Riccardo Carpentieri, pescatore di Donoratico, che, addirittura, si è fatto portabandiera di un gruppo definito "guardiapesca" che opera, a titolo gratuito, per pulire le spiagge dai rifiuti lasciati dai colleghi. «Pesco da 35 anni - precisa - ed ho sempre frequentato la nostra zona, sono molto dispiaciuto e mi vergogno di far parte di una categoria che può comportarsi così. Il pescatore infatti è altro, oltre ad essere un appassionato di tale pratica è anche un amante del territorio e lo rispetta. Per questo motivo voglio scendere in campo e sono disposto insieme a tanti amici a fornire il mio aiuto per contribuire ad una maggiore tutela dell'arenile.
«Molto spesso, infatti, togliamo dalle postazioni di pesca le scatoline ed i residui degli altri. D'estate poi c'è anarchia pura. Ci armiamo di sacchi della spazzatura, consapevoli del problema. L'unico neo semmai resta nell'accesso con i mezzi in spiaggia che ci permetterebbe di operare meglio, in zone, dove non è permesso, tipo Pianetti».
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