Colpo da 80mila euro in officina
Ladri in azione nella zona industriale di Donoratico, sparite moto, attrezzi da lavoro e ricambi
CASTAGNETO CARDUCCI. Colpo da circa 80mila euro ai danni dell’autofficina Orsini, nella zona industriale di Donoratico. Il garage è stato completamente svaligiato, i ladri hanno portato via di tutto, sei moto da cross di cui due appena immatricolate, pezzi di ricambio, attrezzature per la diagnostica e attrezzi di vario genere. È successo la notte del 29 novembre. A dare l’allarme il proprietario Lorenzo Orsini che ha subito chiamato il 113. Ad agire, secondo le ricostruzioni, operate dall’investigativa della polizia di Cecina, una banda ben organizzata con uno o più furgoni utilizzati per portare via il bottino.
Lo sfogo del proprietario. «L’assicurazione coprirà qualcosa ma il danno economico è grosso – dice Orsini –. Il bello è che avevamo appena installato le telecamere, ma non erano ancora configurate e perciò non in funzione, altrimenti sarei potuto intervenire tempestivamente». I ladri le hanno comunque disattivate. «Hanno scardinato la porta della vetrina delle moto – spiega –, probabilmente con un paletto o un piede di porco, e hanno forzato anche il cancello esterno. Una volta dentro hanno preso tutto: ricambi di moto, batterie, gomme, attrezzature d’officina tra cui vestiario e caschi, diagnostiche. Tutto ciò fa presupporre una rivendita clandestina sul mercato estero». E aggiunge: «Sicuramente sono persone che conoscevano bene il posto ed erano già state qui dentro, si sono mossi con troppa sicurezza. Gli agenti hanno preso le impronte digitali ma sono poco fiducioso di rintracciarli. Mi basterebbe ritrovare la merce».
Tentativo di depistaggio. Per guadagnare tempo i ladri hanno lasciato due moto usate in vetrina, per nascondere, ad uno sguardo veloce, le tracce del furto. Così, se la domenica successiva, giorno di chiusura dell’officina, qualcuno vi fosse passato davanti, avrebbe notato, con più difficoltà, la mancanza delle moto e l’allarme sarebbe stato ritardato. Un particolare che però non poteva sfuggire all’occhio del proprietario. Tra le ipotesi c’è anche quella che qualcuno dei malviventi sia sgattaiolato all’interno della struttura, prima della chiusura, e lì abbia atteso gli altri componenti della banda per sferrare il colpo in notturna. «Ci sono segni di forzatura anche dall’interno e tracce di impronte di scarpa sulle porte».
Diverse le segnalazioni sui social network di un furgone bianco che si aggirava in zona proprio sabato notte. E già avvistato, in circolazione, all’interno del paese.
Furti senza sosta. Quello che si respira è un clima di insicurezza diffusa e di rabbia nei confronti di bande che, senza sosta, almeno da un triennio, prendono di mira questa zona: dalle case ai negozi, fino alle grandi aziende. Nei social cova un clima di rabbia e di smarrimento. C’è chi per esempio ha raccontato, proprio sulle pagine di Facebook, la disavventura notturna, faccia a faccia con i ladri, una madre, in casa coi figli piccoli.
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