Sicurezza
NON SI DOVEVA ASPETTARE UN ALTRO RINVIO
di ANNA CECCHINI La legge va rispettata, e quindi, se il Comune negli ultimi giorni ha avuto certezza che il Governo non avrebbe in alcun modo prorogato lo scadere dei termini dell’adeguamento alla...
di ANNA CECCHINI
La legge va rispettata, e quindi, se il Comune negli ultimi giorni ha avuto certezza che il Governo non avrebbe in alcun modo prorogato lo scadere dei termini dell’adeguamento alla normativa antincendio ha fatto bene a rilevare l’irregolarità rappresentata dal teatro L’Ordigno. Perché garantire la sicurezza dei cittadini è dovere primario di chi amministra.
Il dettaglio (si fa per dire) da sottolineare è che l’irregolarità rilevata nei giorni scorsi è sotto gli occhi di tutti da almeno due anni. Perché già nel 2013 e ancor prima nel 2012 la programmazione della struttura è rimasta in bilico fino a dicembre, sempre a causa dell’incertezza sulle normative antincendio. Ecco, in questi due anni qualcosa andava fatto, l’amministrazione poteva muoversi per risolvere il problema e non limitarsi ad attendere (e sperare) che da Roma arrivasse l’ennesimo rinvio. Temporeggiare non è strategia politica che paga, soprattutto se in ballo c’è il tema della sicurezza. E allora viene da chiedersi perché fino ad oggi nessuno abbia pensato, come suggerisce ora l’assessore Domenici, di “spacchettare” l’intervento per l’adeguamento antincendio dagli altri lavori di ristrutturazione. In questo modo sarebbe stato possibile evitare la repentina chiusura dell’Ordigno, che oltretutto era rimasto l’ultimo teatro attivo, dopo che al Solvay non si progetta un cartellone da anni e il castello Pasquini viene sì usato da Armunia, ma solo per spettacoli di nicchia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google