Il Tirreno

cantiere fantasma

Ex Lido, salta la vendita

di Manolo Morandini
Una veduta dell'ex Lido a Marina di Cecina
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Una veduta dell'ex Lido a Marina di Cecina

Cecina, l’immobile sul lungomare di Marina di Cecina proposto a metà del suo valore. Lo stop arriva dal tribunale, dalle stanze del suo studio il curatore giudiziario alza una cortina di riserbo

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CECINA. Tutto sospeso. Chi si attendeva una risposta sul futuro dell’ex Lido dovrà farsene una ragione. Nel giorno in cui scade il termine per presentare le offerte di acquisto senza incanto l’operazione viene fermata dal tribunale di Livorno. E il curatore giudiziario dell’immobile, il commercialista livornese Giulio Pierulivo, non va oltre un laconico: «È tutto sospeso».

Una storia ancora senza finale quella dell’ex hotel che doveva trasformarsi in Residenza turistico alberghiera. Dal 2006 il cantiere segna lo skyline con palizzate e gabbie metalliche, tra largo Cairoli e la terrazza tra i bagni Girasole e l’Armida, nel cuore di Marina di Cecina. Dalle stanze del suo studio livornese, il curatore giudiziario alza una cortina di riserbo. Eppure, questa sembrava la volta buona. Da una parte il prezzo di 2,7 milioni di euro, ovvero meno della metà di quanto stimato nel 2013. E rispetto alle aste andate deserte, sei i tentativi di vendita che sono andati deserti, alcuni segnali concreti di interessamento da parte di un paio di imprenditori che, tramite loro rappresentanti, in tempi recenti sono usciti allo scoperto presentandosi in municipio per conoscere le possibilità urbanistiche sull’immobile.

Il progetto approvato dal Comune di Cecina prevede che l’edificio, ad uso turistico ricettivo, sia adibito a residenza turistico alberghiera. Trentasei unità abitative ripartite su quattro piani, suddivise in dodici camere, nove monolocali, quindici bilocali oltre a locali di servizio e accessori all'attività ricettiva, spazi comuni, un garage interrato e due fondi commerciali al piano terra. All’ombra del gioiello incompiuto di Marina c’è anche un capitolo giudiziario. La proprietà la società Maestrale Srl, in fallimento, ha chiamato in causa il Comune per poco più di 200mila euro che l’amministrazione cecinese ha incassato dalla compagnia Alleanza Toro Spa come fideiussione per il cantiere incompiuto. E così quelle recinzioni di legno, in parte crollate, e le strutture in metallo su cui ondeggiano al vento i teli verdi di protezione, che da anni sono il pessimo biglietto da visita della frazione balneare, rischiano di restare al loro posto per un tempo che ad oggi è ancora difficile definire.

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