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Marchi (Md): area a rischio sui binari Solvay

ROSIGNANO. Treni-cisterna Solvay ancora nell’area della stazione? E per quanti anni? Se lo chiede il coordinatore di Medicina Democratica Bassa Val di Cecina Maurizio Marchi in una nota. «Mezzi di...

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ROSIGNANO. Treni-cisterna Solvay ancora nell’area della stazione? E per quanti anni? Se lo chiede il coordinatore di Medicina Democratica Bassa Val di Cecina Maurizio Marchi in una nota. «Mezzi di Cofely del gruppo Solvay-Suez - scrive Marchi - ed operai Ineos stanno lavorando da diversi giorni sulla ferrovia di manovra, all'altezza del presidio sanitario, dove a fine luglio è stata smantellata la vecchia passerella . Sembra che stiano facendo le fondazioni per nuovi pali di elettrificazione, confermando così che Solvay ed Ineos vogliono mantenere aperta l'area di manovra di cisterne ad alto rischio in mezzo all'abitato di Rosignano, ed accanto alla linea ad alta velocità delle ferrovie, anziché spostare il tutto in area industriale, sul versante sud dello stabilimento».

Marchi va avabnti: «In altre parole, Solvay ed Ineos se ne infischiano del disastro di Viareggio del 29 giugno 2009, delle indicazioni dell'Agenzia per la sicurezza delle ferrovie (distanze di sicurezza, impianti antincendio, vie di fuga), delle stesse sparate del candidato sindaco Franchi in campagna elettorale, e soprattutto della sicurezza dei cittadini e degli studenti, che a pochi metri dai carri di sostanze tossiche in manovra si concentrano nelle scuole e negli spazi sportivi aperti».

«Ristrutturando ora i binari di manovra Solvay ed Ineos ci impongono per altre decine d'anni la presenza anacronistica dei loro carri pericolosi nel centro di Rosignano, come un secolo fa. Viene perfino il dubbio che anche la demolizione della cadente passerella sia stata funzionale alla ristrutturazione della nuova palificazione elettrica».

«Insomma - conclude Marchi - come cento anni fa, la politica del territorio a Rosignano continua a farla Solvay, nonostante tutte le evidenze negative, compreso il sottopasso dal quale non riescono a passare gli autobus».

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