Il Tirreno

«Da Corleone un po’ più saggio»

«Da Corleone un po’ più saggio»

La storia. Pensionato cecinese ai campi antimafia con la moglie: una grande esperienza di vita

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CECINA. Un campo antimafia, il lavoro nelle terre confiscate ai boss, lo scambio di esperienze con i giovani e i volontari dei progetti legalità. Un’esperienza che a Cecina sta facendo proseliti, con la partecipazione ai progetti promossi da Arci e sindacati. Luciano Bandini, pensionato della Lucchini, 70 anni, una lunga militanza nel Pd (attualmente è nella segreteria della Guido Rossa al settore organizzazione) ha preso parte a un campo antimafia in Sicilia con la moglie.

«Di ritorno da Corleone - racconta in un breve ma intenso diario - avverto la necessità di comunicare questa bella esperienza. Partiti per conto dello Spi Cgil per sostenere la cooperativa Lavoro e Non Solo e gestire la cucina di Casa Caponnetto a Corleone sono riuscito nel tempo a diventare protagonista di un progetto complesso, articolato e difficile ma entusiasmante, generoso, solidale e partecipato. Con saggezza sono riuscito ad ascoltare ragazze e ragazzi under 18; per molti di loro questa sigla Spi Cgil era un oggetto estraneo alle loro conoscenze mediatiche. Dopodichè le narrazioni dei compagni dello Spi Cgil di vita lavorativa vissuta, delle fatiche, delle ingiustizie e delle lotte per l'emancipazione sono state oggetto di ascolto e attenzione da parte dei giovanissimi. Poi il cibo, occasione di conoscenza culturale, di tradizioni; ci siamo riappropriati della ricerca del giusto gusto delle pietanze, dove la pubblicità fa un passo indietro e le tradizioni un passo avanti. Più volte ho sentito giovani volontari dire: "Ma che roba è?", "Proviamo ad assaggiarla" e poi quel mangiare tutti insieme, con la televisione spenta, senza i cellulari squillanti, anche questa è innovazione…»

«Con complessità - prosegue -abbiamo spiegato ai giovanissimi che dire no alla plastica è giusto, ma poi dobbiamo lavare bicchieri e piatti. Insieme abbiamo vissuto e praticato il valore di fare cooperazione in territorio mafioso. Lì il lavoro sano, con diritti, con buone pratiche è strumento di antimafia sociale. Andare, lavorare, calpestare i terreni che prima erano dei mafiosi e che oggi lo Stato ha confiscato e assegnato alla cooperativa Lavoro e Non Solo, vivere in un immobile che prima era dei nipoti di Totò Riina e adesso si chiama Casa Caponnetto, visitare una casa della famiglia Provenzano che adesso è un luogo di ricordo del movimento contadino corleonese che fin dalla fine dell'800 iniziò a combattere i mafiosi, tutto questo è stato fatto insieme e insieme portiamo a casa i frutti di questo immenso lavoro. Corleone, questa capitale storica della mafia, sta cambiando, e questo è un merito che dobbiamo condividere insieme. A riprova di ciò ci sono i 13 produttori locali che hanno deciso di stare insieme alla vooperativa Lavoro e Non Solo per commercializzare i loro prodotti; non solo ricerca legittima di nuovi sbocchi commerciali ma soprattutto la volontà di vivere il sapore della libertà di poter vendere e promuovere i loro prodotti senza dover trattare con soggetti impropri, questa rete si chiamerà Fior di Corleone. Insieme abbiamo vissuto le ingiustizie sociali e economiche che mafia e imprenditoria selvaggia con il colletto bianco commettono: una cassa di 20 kg di pomodori viene pagata 5 €, cioè 25 centesimi al kg e la stessa cifra è destinata al prezzo dei meloni gialli; poi li troviamo in vendita in Toscana ad una cifra che supera sempre 1,20 € al chilo; miseria per chi lavora, profitti per chi commercializza, caro vita per chi consuma.

«La terra è bassa per tutti - dice ancora Bandini - un po' di più per chi pratica agricoltura biologica vera e non solo certificata e un più complesso per chi lavora su terreni confiscati ai mafiosi. M a di protesta, pur legittima, si può anche morire di fame e quindi insieme abbiamo costruito un piccolo percorso alternativo di vendita di questi prodotti con l'augurio che possa essere di esempio per l'imprenditoria sana e progressista; se ce la fanno i compagni cooperatori corleonesi a stare a testa alta e con la schiena dritta lì nella capitale mafiosa ce la dobbiamo fare anche noi nelle nostre comunità locali, la Toscana non è terra di mafia ma la mafia c'è! L'importante è rimanere uniti sia come pensiero progressista, sia come pratiche del fare e sia come generazioni diverse ma forti e volenterose nel costruire un cambiamento sociale. É stato complesso lasciare Corleone, salutare i compagni e soci della cooperativa Lavoro e Non Solo: tra di loro Maurizio Pascucci, un nostro concittadino, che per anni ha militato nei partiti della sinistra cecinese e ha portato un suo impegno nell'Amministrazione comunale e che da anni organizza i volontari in arrivo da tante località del nostro paese. Da alcuni mesi ha deciso di emigrare a Sud, di vivere a Corleone e in questo momento collaborara con il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta».

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