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Scuola di musica, prof senza stipendio e bilancio ko

Scuola di musica, prof senza stipendio e bilancio ko

Rosignano. Caos all’associazione Bacchelli. Protestano gli insegnanti: «Non ci hanno pagato neanche i contributi pensionistici». E anche i soci hanno dubbi sul bilancio, approvato con un rosso di 15mila euro

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Insegnanti senza stipendio da mesi, che hanno scoperto di non avere i contributi all’Inps. Non solo: per l'anno scolastico che inizia si sono sentiti proporre nuove forme di contratto dopo quasi vent’anni di collaborazione. E ancora, i rappresentanti dei soci non hanno mai partecipato alle assemblee, e si sono astenuti dall’approvare l’ultimo bilancio, che ha chiuso in perdita di circa 15.000 euro. I genitori, che hanno visto crescere gli importi da pagare per le lezioni dei figli, hanno appreso la situazione critica in cui versa l’associazione musicale sostenuta dal Comune. Comunque la “Bacchelli” si prepara ad affrontare l'anno scolastico con la neoeletta presidente Elena Ciaffone (insegnante e direttore del laboratorio fino al 2010), subentrata ad Enrica Battini. È quanto afferma un gruppo di insegnanti storici. «Abbiamo ricevuto un acconto per lo stipendio di gennaio, febbraio e marzo, mentre devono ancora pagarci aprile, maggio e giugno - raccontano – e dovevano saldarci alla scadenza del contratto. Andando a fare l’estratto conto all’Inps abbiamo anche visto che molti contributi non ci sono stati versati, alcuni risalgono al 2010 e oltre».

Preoccupati dalla situazione gli insegnanti erano già stati in Comune a luglio per incontrare il sindaco. Infatti la “Bacchelli” riceve annualmente 67.000 euro dall'amministrazione per l’insegnamento della musica nelle scuole comunali dell’obbligo e materne. «Se il Comune versa regolarmente il suo contributo, non si capisce perché almeno le lezioni fatte nelle scuole non ci siano state pagate», aggiungono. Inoltre l’associazione riceve il pagamento delle quote dei soci sostenitori, genitori che mandano i figli a imparare uno strumento o semplici iscritti alle attività. Nel 2013/14 secondo le loro stime erano circa 80, per una novantina di allievi. Tra questi Fabio Bonari, 73 anni, che è stato anche rappresentante dei soci nell’assemblea. «Dovremmo riunirci due volte l’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo – dice – ma non è mai accaduto. Solo quest’anno siamo stati convocati per l’approvazione del consuntivo ma non ci è stato permesso di visionarlo prima, perciò è stato approvato senza il nostro voto con un ammanco di circa 15.000 euro. Ci siamo astenuti perché non abbiamo mai saputo la situazione degli anni precedenti». Sul piede di guerra anche i genitori. «Per un corso di un ragazzo in un anno scolastico paghiamo 600/700 euro – dicono – negli ultimi anni abbiamo visto crescere il costo medio mensile. Quando gli insegnanti ci hanno riferito la loro situazione incresciosa abbiamo deciso di renderla pubblica per non disperdere un patrimonio del territorio».

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