Sicurezza
«Il lupo avvelenato stava cercando l’acqua»
VADA. «La presenza della specie nella zona di Castellina Marittima non rappresenta un fatto eccezionale; né l'indice di un pericolo per l'uomo». La Polizia provinciale di Pisa, intervenuta durante il...
VADA. «La presenza della specie nella zona di Castellina Marittima non rappresenta un fatto eccezionale; né l'indice di un pericolo per l'uomo». La Polizia provinciale di Pisa, intervenuta durante il salvataggio di Ezechiele - il lupo che due cacciatori hanno trovato avvelenato nei boschi tra Vada e Castellina, fa il punto sulla presenza della specie nelle nostre zone. «Gli esemplari rilevati nel territorio - fa sapere la Polizia provinciale - hanno sviluppato protocolli di coabitazione con gli insediamenti umani; e dal punto di vista numerico si tratta di "inquilini" la cui incidenza è assai rarefatta: ciascun branco è formato da cinque sei componenti e occupa uno spazio di 100 chilometri quadrati; e in termini complessivi, la nostra provincia conta grossomodo una ventina di individui». Poi la Polizia provinciale sottolinea il ruolo avuto durante il salvataggio del lupo avvelenato. «Protagonisti un cacciatore, la Polizia Provinciale di Pisa - si legge nella nota - alcune guardie e un pool di veterinari. La Polizia provinciale è intervenuta direttamente sul posto con una propria agente, Viviana Viviani, in possesso di competenze specifiche sui carnivori». La diagnosi è poi stata avvelenamento: «il passaggio del lupo, occasionale, dall'area in cui è stato rinvenuto - si legge nella nota - va presumibilmente ricondotto alla ricerca d'acqua (in quei paraggi scorre un ruscello), indotta proprio dallo stato d'intossicazione».
Quindi, con la collaborazione delle guardie della Tenuta del Terriccio, di Guardie volontarie venatorie, nonché con il prezioso contributo della veterinaria Marina Salvagno - che ha prestato le prime cure - gli agenti provinciali hanno potuto effettuare l'operazione di recupero , che è stato successivamente trasferito all'Ospedale Veterinario dell'Università di Pisa (a San Piero a Grado) e qui affidato all'equipe del professor Michele Corazza.
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