Trasporti
Docenti senza stipendio e bilancio ko
Caos all’associazione musicale Bacchelli. Protestano insegnanti e genitori: «Rendiconto economico mai visionato»
ROSIGNANO. Gli insegnanti non sono pagati da alcuni mesi, e hanno scoperto di non avere i contributi all’Inps. Per l'anno scolastico che inizia si sono sentiti proporre nuove forme di contratto dopo quasi vent’anni di collaborazione. E ancora, i rappresentanti dei soci non hanno mai partecipato alle assemblee, e si sono astenuti dall’approvare l’ultimo bilancio, che ha chiuso in perdita di circa 15.000 euro. I genitori, che hanno visto crescere gli importi da pagare per le lezioni dei figli, hanno appreso la situazione critica in cui versa l’associazione musicale sostenuta dal Comune. Comunque la “Bacchelli” si prepara ad affrontare l'anno scolastico con la neoeletta presidente Elena Ciaffone (insegnante e direttore del laboratorio fino al 2010), subentrata ad Enrica Battini. È quanto afferma un gruppo di insegnanti storici, il contratto a progetto scaduto a giugno o luglio e in attesa di ripartire a ottobre in condizioni peggiori. «Abbiamo ricevuto un acconto per lo stipendio di gennaio, febbraio e marzo, mentre devono ancora pagarci aprile, maggio e giugno - raccontano – e dovevano saldarci alla scadenza del contratto. Andando a fare l’estratto conto all’Inps abbiamo anche visto che molti contributi non ci sono stati versati, alcuni risalgono al 2010 e oltre. Come se non bastasse durante l’incontro informale convocato martedì 23 dalla nuova presidente ci siamo sentiti dire che per lavorare alla scuola occorreva prendere partita Iva o farsi assumere da una cooperativa che avrebbe fatturato all’associazione. Non ci meritiamo di essere trattati così dopo tanti anni che abbiamo dedicato alla scuola».
Preoccupati dalla situazione gli insegnanti erano già stati in Comune a luglio per incontrare il sindaco. Infatti la “Bacchelli” riceve annualmente 67.000 euro dall'amministrazione per l’insegnamento della musica nelle scuole comunali dell’obbligo e materne. «Se il Comune versa regolarmente il suo contributo, non si capisce perché almeno le lezioni fatte nelle scuole non ci siano state pagate», aggiungono. Alessandro Franchi si è pronunciato pubblicamente su alcuni aspetti dell’associazione sollecitato da Nerina Monti, ex consigliere del gruppo misto con riferimento a Sel, che ha sollevato la questione "Bacchelli" per una scarsa trasparenza nella gestione dei soldi pubblici almeno in due interpellanze, a novembre 2013 e ad aprile 2014. Il Comune ha una convenzione con l’associazione da luglio 2012 al 2015, e il contributo annuo che versa è stabilito in base alle disponibilità del bilancio, ma è rimasto lo stesso. Ad aprile ha erogato una tranche di 11.119,68 euro dietro presentazione di un rendiconto bimestrale per gennaio e febbraio in cui le spese per i docenti sono le voce più corposa (su 24.155,48 euro i “contributi lordi degli insegnanti” ammontano a 21.868 euro). Inoltre l’associazione riceve il pagamento delle quote dei soci sostenitori, genitori che mandano i figli a imparare uno strumento o semplici iscritti alle attività. Nel 2013/14 secondo le loro stime erano circa 80, per una novantina di allievi. Tra questi Fabio Bonari, 73 anni, che è stato anche rappresentante dei soci nell’assemblea. «Dovremmo riunirci due volte l’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo – dice – ma non è mai accaduto. Solo quest’anno siamo stati convocati per l’approvazione del consuntivo ma non ci è stato permesso di visionarlo prima, perciò è stato approvato senza il nostro voto con un ammanco di circa 15.000 euro. Ci siamo astenuti perché non abbiamo mai saputo la situazione degli anni precedenti». L’assemblea dei soci è composta da 7 membri di cui 4 sono scelti tra i fondatori – la Filarmonica Solvay e la Schola Cantorum – e 3 tra i sostenitori, in modo che la maggioranza è garantita comunque dai primi. Il Cda nominato dall’assemblea è formato da 4 consiglieri, sempre indicati dalle due associazioni fondatrici, e finora vi sedevano Bruno Lami, Cecilia Triglia, Anna Maria Giacopelli ed Enrica Battini, presidente. Anche i genitori, sapendo che alcuni insegnanti potevano lasciare la scuola, ci hanno chiamato tramite un loro portavoce, Antonio Fulceri. «Per un corso di un ragazzo in un anno scolastico paghiamo 600/700 euro – dicono – negli ultimi anni abbiamo visto crescere il costo medio mensile. Quando gli insegnanti ci hanno riferito la loro situazione incresciosa abbiamo deciso di renderla pubblica per non disperdere un patrimonio del territorio».
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