Il dolore
Per la cava di marmo Mdm l’esame è appena iniziato
Il sindaco Scarpellini preoccupata per l’impatto ambientale chiede di ampliare il dibattito ai cittadini. E secondo il Pit della Regione sarà sottoposta a Via
CASTAGNETO. Altro che autorizzazione in discesa. La strada per coltivare marmi si fa in salita. E la pendenza è maggiore di quella del fronte collinare su cui ha messo gli occhi la società Mdm Srl. A rendere irto il percorso per mettere mano al sito, indicato nel Piano delle attività estrattive della Provincia di Livorno (Paerp), sono valutazioni sia politiche che amministrative. A chiarirlo è il sindaco di Castagneto Sandra Scarpellini. «Sul piano politico il ragionamento sul progetto è appena partito - dice - mentre a livello amministrativo non ci sono automatismi tra la previsione del Paerp, che si limita a prendere atto che sul nostro territorio esistono due siti di cava, e il titolo giuridico alla coltivazione».
Sul tavolo c'è il progetto della Marmi di Maremma, di cui è amministratore Riccardo Mariotti. Un fronte di 12 ettari all'interno di una proprietà di 106, dentro i confini amministrativi di Castagneto ma con inevitabili riflessi su San Vincenzo. I giacimenti di marmi che Mariotti non esita a definire "pregiati" si trovano tra il monte Verdello a ovest, il Romitorino a est, a sud della Rocchetta e a nord da Ortali. In linea d'aria a circa 300 metri dalle cave di calcare Solvay a San Carlo. La questione sarà all'ordine del giorno di un'assemblea del Pd di Castagneto. «Per dare conto dello status quo ed elaborare un indirizzo sul progetto cave - afferma Scarpellini -. Ma la vicenda non può restare confinata nelle stanze della politica e auspico anche un confronto aperto con la cittadinanza. Dobbiamo allargare il confronto ai gruppi consiliari e al paese per dare a tutti i necessari strumenti di conoscenza». Che la strada per il progetto cava non sia spianata lo si capisce tra le righe. «Seguiremo quanto prevede la legge, anche a tutela degli interessi dell'impresa, ma faremo anche ogni possibile passaggio perché non sia lasciato niente che non sia chiaro. Si tratta di un'attività invasiva e non peculiare del nostro territorio, vocato al turismo».
Sul piano amministrativo negli strumenti urbanistici di Castagneto ad oggi non sono previste cave. Ma a marcare un segno di novità rispetto all'entrata in vigore del Piano delle attività estrattive della Provincia è quanto tracciato in materia dalla Regione Toscana nel Piano di indirizzo territoriale (Pit), una sorta di piano paesaggistico che è stato adottato dal consiglio regionale e che si avvia all'approvazione. «Dopo l'approvazione del Paerp è uscito il Pit e sono scattate le norme di salvaguardia in attesa della sua approvazione definitiva. E tra le novità del piano c'è che dovrà essere aperta una procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) per decidere sull'autorizzazione della cava. E credo che la questione non riguardi solo il nostro Comune ma anche quello di San Vincenzo per la viabilità». Scarpellini mette in luce che «la questione va oltre l'apertura del fronte estrattivo. Per raggiungere quella cava sarà necessario riaprire una strada nel bosco». E conclude: «Insomma, non è solo una questione di un sì o un no all'estrazione dei marmi, ma quello che è necessario toccare per dare corpo all'attività».
Manolo Morandini
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