Il Tirreno

É stato operato Ezechiele il lupo salvato dai cacciatori

di Alessandra Bernardeschi
É stato operato Ezechiele il lupo salvato dai cacciatori

L’animale, di 3-4 anni, è in terapia intensiva ma sembra fuori pericolo E il popolo del web si scatena: migliaia di sostenitori tifano per la sua guarigione

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VADA. É in terapia intensiva a Pisa ma sembra fuori pericolo Ezechiele, così è stato ribattezzato il lupo che mercoledì scorso è stato ritrovato con sintomi da avvelenamento da due cacciatori nella zona tra il Malandrone e la tenuta del Terriccio. E sul web si è scatenato il popolo animalista. Migliaia di condivisioni su facebook e auguri di guarigione. Tutti fanno il tifo per il lupo. L’animale, lo ricordiamo, con la bava alla bocca, nascosto nella boscaglia, è stato avvistato da Alessandro e Federico Nicosia che, viste le gravi condizioni di salute dell’esemplare, un maschio di 39 chili, di circa 3-4 anni, hanno immediatamente dato l’allarme alla Polizia provinciale di Livorno e Pisa. É spettato alla dottoressa Marina Salvagno, accorsa sul luogo, prestare le prime cure, poi Ezechiele è stato trasferito all’ospedale didattico veterinario di Pisa sotto le cure del professor Michele Corazza, ed è stato operato dal chirurgo Pierre Melanie. C’è ancora apprensione, dunque, per le sorti dell’animale e le prossime ore saranno quelle decisive. Si crea, gioco forza, un filo affettivo tra chi ha cercato di salvare l’animale da morte sicura e le sue sorti: «Telefonerò in clinica veterinaria o alla polizia provinciale – ha detto Alessandro Nicosia vigile urbano in servizio a Rosignano - per sapere come sta il lupo. Questa storia dimostra – continua - che ci sono cacciatori che rispettano le regole. Dal momento in cui io e mio fratello abbiamo trovato l’esemplare disteso a terra in mezzo ai rovi e abbiamo dato l’all’arme, non ci siamo mossi da lì. Abbiamo atteso, fino alla fine, per vedere cosa sarebbe accaduto».

La realtà, almeno stavolta, è migliore della fantasia. Il finale di questa storia capovolge la simbologia un po’ tetra trasmessa dalla fiaba di Cappuccetto rosso trascritta dai fratelli Grimm. In questo caso il cacciatore non uccide ma salva il lupo chiedendo aiuto. Ma perché un animale che si muove soprattutto di notte e in maniera elusiva, si trovava così vicino a centri abitati? «In questo caso il lupo è stato trovato casualmente – spiega la dottoressa Viviana Viviani, laureata in scienze naturali che fa parte dell’equipe del prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari e che collabora con la Regione Toscana nel monitoraggio dei lupi - sicuramente si trovava lì di passaggio. É probabile che abbia ingerito qualche sostanza avvelenata e, come fanno tutti gli animali quando stanno male, si è avvicinato al torrente che si trova nella zona per bere. Non l’avremmo mai trovato se l’esemplare fosse stato in buona salute perché si tratta di animali che si muovono in maniera elusiva, difficilissimi da scorgere». Anche la Polizia provinciale di Pisa conferma: «Non abbiamo avuto nessun’altra segnalazione, si tratta di casi isolati. La presenza del lupo anche nella zona dell’Alta Val di Cecina è molto rara». Sicuramente la presenza di lupi in Toscana è più numerosa rispetto agli anni passati quando questa specie era quasi scomparsa a causa di una caccia indiscriminata. Dopo attente politiche di conservazione, il lupo è tornato nel suo habitat naturale. Per questo la Regione Toscana ha iniziato un monitoraggio con l’obiettivo di conoscere il numero degli animali presenti, i loro spostamenti, le loro abitudini alimentari. «Attraverso esami genetici anche su carcasse ritrovate – spiega ancora la dottoressa Viviani – è possibile distinguere i lupi dagli ibridi». Perché, anche se in aumento, di lupi ce ne sono pochi e molti degli avvistamenti segnalati anche nei mesi scorsi sono riconducibili a specie ibride. Ezechiele, se tutto andrà bene e dopo l’esame del Dna, verrà reinserito nel suo habitat naturale.

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