Il Tirreno

Invece delle erbacce una pista per lo skate

Invece delle erbacce una pista per lo skate

La proposta di un gruppo di ragazzi, che vogliono presentarsi in Comune «Investire per riqualificare la piazzetta di via Montenevoso»

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CECINA. Sono una dozzina. E hanno una passione: lo skateboard, compagno di mille pomeriggi passati a zigzagare e saltare tra un marciapiede e l’altro. Cercano però un luogo adatto, dove salire sulla tavola a rotelle senza disturbare nessuno. A Cecina una pista non c’è, ma questo gruppo di liceali appassionati avrebbe trovato la zona giusta: la piazzetta all’inizio di via Montenevoso, che una volta ospitava tubi e un piccolo anfiteatro. Oggi sono rimaste l’erba incolta, le altalene e due panchine. E se l’amministrazione investisse dei soldi per riqualificarla?, si chiedono i ragazzi. Sarebbe la soluzione migliore. Appunto, sarebbe, perché intanto ci vuole il progetto, e poi chissà quanto tempo passa prima che inizino i lavori. Ma loro non demordono, anzi, meditano a breve di presentarsi tutti insieme in via Landi, a Palazzo civico, per chiedere un appuntamento all’assessore o al sindaco e parlarne. Intanto, espongono le loro idee attraverso il giornale e sperano. Lo skateboard, con relative gare e campionati, è uno sport californiano. I ragazzi – e le ragazze, perché ci sono anche loro – non pretendono strutture futuristiche, ma un po’ di considerazione sì. «Questo ci sembra il posto adatto – dicono all’unisono – per costruire la pista, buona pure per le biciclette da salto, sul modello di quelle presenti a Pisa e a Livorno. Per noi sarebbe il massimo: invece di spostarsi, avremmo l’impianto qui, a due passi da casa. Senza considerare che daremmo visibilità al luogo e impulso al movimento a livello sportivo e non solo, visto che alcuni di noi hanno smesso perché non sanno dove andare». Già, perché in strada è pericoloso: ci sono le macchine, i pedoni, i ciclisti e le forze dell’ordine pronte a vigilare. In realtà, come le biciclette, i ragazzi attraversano il paese con la loro tavoletta a rotelle, fermandosi nelle piazze per qualche giro attorno alle panchine oppure per arrivare alle ciclabili e raggiungere Marina. La polizia municipale, però, sorveglia e ogni tanto interviene, ricordando che pattinare sull’Aurelia è pericoloso. Il cane, insomma, si morde la coda, tanto per usare un luogo comune. Se per le strade di Cecina non si può andare, dove si va? Ci vorrebbe appunto uno skate park, che per chi era adolescente negli anni 80 è simile agli impianti per le prime bici Bmx. Se poi quella piazzetta non fosse disponibile, i protagonisti di questa simpatica storia avrebbero adocchiato l’area davanti alla chiesa in via Ambrogi, quindi vicino a una delle sedi del liceo “Fermi”, oppure l’ex pista delle macchinine radiocomandate accanto ai campi di calcetto al villaggio scolastico. Non rimane che ragionarci sopra, dicono, sperando che in Comune apprezzino l’idea valutandone poi i costi. Michele Falorni

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