Sicurezza
Coldiretti contro il Pit «Assurdo accanirsi sulla viticoltura»
CECINA. Coldiretti boccia il piano paesaggistico. Pronte le osservazioni al Pit. Il testo, le cui osservazioni dovranno essere presentante entro il 29 settembre, è stato analizzato punto dopo punto...
CECINA. Coldiretti boccia il piano paesaggistico. Pronte le osservazioni al Pit. Il testo, le cui osservazioni dovranno essere presentante entro il 29 settembre, è stato analizzato punto dopo punto da Coldiretti (info su www.pisa.coldiretti.it) che ribadisce di «non condividere né il presupposto culturale, né la filosofia».
«È del tutto inaccettabile - spiega Fabrizio Filippi, presidente provinciale di Coldiretti Pisa - l'analisi con cui si individuano alcune pratiche e colture agricole come elementi di criticità per il paesaggio quando l'attività agricola, come ben sappiamo, è forse rimasto l'unico presidio a tutela del territorio e del paesaggio. La sopravvivenza dell'impresa agricola garantisce il giusto equilibrio paesaggistico del territorio; il piano però, così messo, sembra attentare alla libertà di fare impresa, oltre a mettere a rischio i prossimi finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale attesi nel periodo 2015-2020».
Per Coldiretti il piano non è «da correggere, o sistemare. È tutto da riscrivere». Nell'analisi del documento sono numerosi i «punti che non tornano. Dall'indicazione di evitare nuovi ampliamenti del settore ortoflorovivaistico all'accanimento contro la viticoltura che il piano intende limitare "interrompendo" l'espansione dei vigneti specializzati nella piana alle limitazioni anche per il cerealicolo nella Val di Cecina». Per Coldiretti le contraddizioni e gli errori sono molto diffusi ed anche gravi. «Il paesaggio - prosegue nell'analisi Aniello Ascolese, direttore provinciale Coldiretti - è il risultato dell'attività agricola e dell'azione dei nostri padri, nonni, avi ma anche delle leggi, comunitarie, regionali e locali che ci hanno consentito di tutelarlo e di conseguenza modellarlo. L'obiettivo del Pit non era quello di castrare l'attività agricola e la sua azione sul territorio, ma di tutelare il nostro patrimonio paesaggistico. Il paesaggio non si protegge estremizzando i vincoli, ma trovando un equilibrio. È importante - conclude - recuperare i contenuti della modifica alla Legge urbanistica, modifica che è il risultato di un lungo confronto fra mondo agricolo, Regione Toscana e sindaci e che aveva recepito le giuste esigenze delle imprese».
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