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«Scorretto assegnare la Torre» Santini risponde al Salvagente

«Scorretto assegnare la Torre» Santini risponde al Salvagente

VADA. Prosegue la polemica sull’utilizzo della Torre di Vada, che il Comune negli anni passati ha dato in gestione all’associazione Il Salvagente. Circa un mese fa è stata la Pro Loco a sottolineare...

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VADA. Prosegue la polemica sull’utilizzo della Torre di Vada, che il Comune negli anni passati ha dato in gestione all’associazione Il Salvagente. Circa un mese fa è stata la Pro Loco a sottolineare lo stato di degrado della struttura, spiegando come la storica Torre fosse utilizzata quasi come un magazzino. In tutta risposta il presidente dell’associazione Il Salvagente ha fatto notare come l’edificio simbolo della frazione turistica sia in realtà impiegata per una serie di laboratori, mostre e attività, elencando quelle organizzate nell’arco dell 2014. Il Salvagente ha inoltre sottolineato che il finanziamento previsto per incrementare gli eventi nella struttura era stato in qualche modo bloccato a causa del ricorso per la gestione presentato da altre associazioni locali (tra cui Pro Loco e Ordigno).

Ora è Franco Santini, presidente dell’associazione Ordigno, che risponde al presidente del Salvagente. «Quando due anni fa - scrive Santini - fummo chiamati alla riunione preliminare in vista del bando di assegnazione alla presenza dell'assessore Luca Agostini eravamo ben disposti ad una collaborazione. Ma la chiusura nei nostri confronti fu totale, tanto che ne uscimmo con la chiara consapevolezza che la decisione di affidare a voi il monumento storico era già stata presa. Cosa puntualmente avvenuta. Proponemmo di poter organizzare mostre e fu riferito che ciò non era possibile perché quei locali avrebbero dovuto ospitare le vostre attrezzature. Da qui nasce il termine "magazzino"». Quanto al finanziamento mai arrivato, Santini sottolinea che «in realtà il ricorso non fu neanche esaminato dal difensore civico con la motivazione che il bando era illegittimo in quanto, a quella data, la Torre non era più nelle disponibilità dell'amministrazione comunale da due anni. È mia convinzione che sarebbe stato corretto non assegnare in attesa delle decisioni del demanio (proprietario della struttura)».

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