Il Tirreno

Lippi si affida all’Università

di Marco Cacci

Dopo la Fogazzaro e la Neruda e Pollicino monitoraggio su tutti gli edifici scolastici. Ma i soldi?

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CECINA. Il sindaco Samuele Lippi vuole affidare l’incarico di monitorare lo stato di salute delle scuole cecinesi all’Università di Pisa. Una scelta quasi obbligata, quella di affidare il monitoraggio a un ente terzo e indipendente, dopo i clamori e le polemiche che si sono susseguiti per la gestione della “crisi” alle Fogazzaro. Ma anche un impegno prioritario della sua amministrazione, quello di mettere in sicurezza le scuole, preso formalmente con i genitori.

Quando venerdì c’è stato l’incontro tra amministrazione, genitori delle scuole Pollicino e Fogazzaro e tecnici della Soing, la ditta specializzata in monitoraggi sugli edifici, a cui era presente un professore di ingegneria dell’Università di Pisa che opera come consulente della stessa, professor Del Corso, Lippi non si è lasciato sfuggire l’occasione ed ha iniziato a tastare il terreno per un eventuale coinvolgimento diretto dell’ateneo pisano. «L’idea – spiega il sindaco – è quella di dare avvio ad una serie di monitoraggi sul patrimonio scolastico cecinese, escludendo quelle scuole di cui abbiamo già raccolto i dati come per le Fogazzaro, o su cui siamo già intervenuti come per le Pollicino, andando a vedere se necessitano di interventi strutturali o meno, per poi pensare successivamente all’estetica delle stesse. Questo significa anche andare a rifare i bagni, oppure sostituire l’arredamento laddove sia ormai superato».

Insomma, dare corpo a una manutenzione programmata delle scuole nel tempo, con l’Università di Pisa che dice al Comune se e dove deve operare e come deve farlo: se non c’è urgenza (ma dai dati dell’ufficio tecnico comunale il sindaco esclude «che ci possa essere per le restanti scuole») rimandare l’esecuzione dei lavori nel prossimo periodo estivo per non creare disagi agli alunni ed alle proprie famiglie.

Inoltre come il Comune ben sa i tetti piani sono causa del problema, quello più percepito dagli alunni e dalle famiglie, in quanto molto spesso provocano infiltrazioni di acqua piovana «che però non vanno ad intaccare la sicurezza strutturale dell’edificio», afferma ancora Lippi.

Lo stato degli immobili comunali adibiti ad istituti scolastici, come sappiamo dalle cronache degli ultimi giorni, è precario.

Dai direttori didattici sono giunte all’amministrazione comunale numerose segnalazioni per il rifacimento di alcune porzioni delle scuole, ma anche richieste di semplici manutenzioni. Elenco che è negli uffici competenti di palazzo civico.

La fase due della strategia del sindaco prevede che accanto ai monitoraggi dell’Università di Pisa, i rappresentanti dei genitori e dei circoli didattici «saranno coinvolti – dice ancora il sindaco - in prima persona attraverso un’informazione serrata di tutto ciò che sarà relazionato dai tecnici dell’università. La fase tre sarà quella di far prendere corpo a tutta una serie di manutenzioni programmate nel tempo».

Tuttavia nonostante le buone premesse non sarà facile coinvolgere l’Università di Pisa: del resto il patto di stabilità prevede che non si possano dare consulenze all’esterno, compreso quindi l’ateneo toscano, anche se è un soggetto pubblico.

Per le prossime settimane il sindaco Lippi assicura che gli uffici comunali lavoreranno per cercare di trovare una soluzione che possa garantire il coinvolgimento dell’università in qualche modo. Rimane solo da capire come e in che misura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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