Il Tirreno

Cava del Gozzone, c’è il no del Comune al nuovo sito

di Alessandra Bernardeschi
Cava del Gozzone, c’è il no del Comune al nuovo sito

Franchi: «Il piano delle attività estrattive contrasta con il piano strutturale» Chiesta la pronuncia della Conferenza paritetica interistituzionale

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ROSIGNANO. L’amministrazione comunale ritiene che sussistano, nel Piano regionale delle attività estrattive per quanto riguarda la localizzazione di un nuovo sito di cava per l’estrazione di argille in località Gozzone, profili di contrasto e incompatibilità con il Piano Strutturale. Per questo chiede la pronuncia della Conferenza paritetica interistituzionale. Conferenza alla quale saranno presenti rappresentanze di Regione Provincia e Comune.

«L’obiettivo della Conferenza – spiega il sindaco Alessandro Franchi – è quello di evitare conflitti tra le legittime esigenze produttive di un’azienda e la tutele del paesaggio ambientale, agricoltura e turismo di qualità».

In sintesi la Provincia, lo scorso 10 giugno ha approvato il Paerp (piano delle attività estrattive) entrato in vigore il 16 luglio dove è stato inserito un nuovo sito di estrazione d’argilla in località Gozzone.

Su questa previsione l’Amministrazione comunale aveva già espresso parere negativo durante la fase di predisposizione del Piano regionale cave perché la cava al Gozzone, situata al centro di una vallata tra Castelnuovo della Misericordia e Gabbro, non era prevista né nel piano strutturale né nel Regolamento Urbanistico. Per la zona, infatti, altri sono gli obiettivi e tra questi lo sviluppo di un’agricoltura integrata all’offerta turistica, il recupero di centri storici rurali, il rafforzamento dei collegamenti fra costa e collina nonché la tutela della biodiversità e del patrimonio acquifero. Insomma, secondo il Comune di Rosignano attività estrattiva e promozione turistica del paesaggio mal si conciliano.

In sostanza l’approvazione del piano di estrazione da parte della Provincia con l’inserimento della cava del Gozzone è in contrasto con quanto previsto dal Piano Strutturale del Comune.

A questo punto l’amministrazione comunale poteva avere due strade da seguire. La prima, quella del ricorso al Tar, (“ma le istituzioni non devono parlarsi nelle aule di tribunale” ha detto Franchi) e attendere anni prima di redimere la vicenda, oppure chiedere “con spirito propositivo la Conferenza Paritetica.

Ossia, un organismo previsto dalla legge per superare problemi derivati da diverse programmazioni territoriali” come in questo caso tra Provincia di Livorno e Comune di Rosignano.

Comune che ha deciso di seguire questa strada “per rispondere alle esigenze produttive di un’azienda e nel contempo tutelare ambiente e paesaggio”.

Insomma, capire se ci siano le possibilità di non aprire una cava per l’estrazione di argilla in località Gozzone e, individuare, un altro luogo per le attività estrattive.

A richiedere l’apertura della nuova cava è la fornace Donati, che nella sua sede di Gabbro produce laterizi.

Ormai da tempo l’azienda sottolinea di avere difficoltà a reperire materiale di qualità per produrre mattoni che siano competitivi sul mercato. Al piano Provinciale relativo alle attività estrattive furono presentate 73 osservazioni da parte di cittadini, associazioni nonché dalla stessa amministrazione comunale.

E proprio la località il Gozzone, per i sui pregi ambientali e dove si trova anche una villa settecentesca (Villa di Paltratico) e case su podere costruite tra il 1500 e il 1700, è stata riconosciuta nel piano strutturale, come area a valenza paesaggistica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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