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Nella piazza virtuale il sindaco chiude alla lista Arcobaleno

Nella piazza virtuale il sindaco chiude alla lista Arcobaleno

CECINA. Lo scontro è reale. Politico. Di virtuale c’è solo la piazza. Il social network Facebook. Ma la geografia è tutta cecinese. Protagonisti il sindaco Samuele Lippi e Arcobaleno Cecina, o meglio...

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CECINA. Lo scontro è reale. Politico. Di virtuale c’è solo la piazza. Il social network Facebook. Ma la geografia è tutta cecinese. Protagonisti il sindaco Samuele Lippi e Arcobaleno Cecina, o meglio esponenti dell’ex lista elettorale che alle ultime amministrative figurava nel cartello a sostegno di Paolo Barabino. Messe da parte le urne, nonostante la mancata elezione in consiglio l’impegno non è venuto meno. A segnare la differenza in questa querelle, in cui non mancano anche interventi di altre voci, sono i toni e gli argomenti.

La scintilla l’innesca la scelta di Lippi. «Ho bloccato commenti e tag da parte della lista Arcobaleno sul mio profilo Facebook – dice –. L’ho fatto proprio in rispetto del valore della trasparenza. Ritengo, infatti, di non poter e non dover comunicare istituzionalmente con soggetti anonimi e non identificabili. Dal momento che io ci metto la faccia vorrei trovarmi di fronte un’altra faccia, quella di una persona che si assume la responsabilità di ciò che dichiara». Che aggiunge: «Non rinuncio alle critiche e alle contestazioni che arrivano legittimamente dai cittadini, ma alle illazioni offensive e provocatorie». E nel chiarire le ragioni della scelta respinge al mittente le accuse di censura. «Non ho messo alcun bavaglio, ho solo scelto di tapparmi le orecchie», sottolinea Lippi in punta di metafora.

A schierarsi al fianco di Arcobaleno Cecina non ci sono solo i sostenitori della lista. «Non contesto la sua scelta di volersi tapparsi le orecchie, ci mancherebbe – dice Lucia Pellegrini, portavoce della lista Arcobaleno –. Ma mi sembra un gesto politicamente avventato e controproducente. Dovrà anche tapparsi gli occhi, per non leggere quello che continueremo a scrivere, anche noi convinti di fare il bene della comunità». Che aggiunge: «Si chiama democrazia. C’è un’amministrazione e c’è un’opposizione. Il sindaco dimostri, a noi e a quelli che frequentano la sua pagina, che facciamo solo polemica fine a se stessa, che diciamo sciocchezze e falsità. Gli alziamo la palla: che vuole di più?». Sull’anonimato di chi si firma Arcobaleno Cecina, prova a far luce Stefano Bongini. «Per capire chi “si nasconde” dietro ad Arcobaleno non occorreva un grande sforzo esegetico, sarebbe bastato andarsi a vedere la lista elettorale, al tempo della campagna, e la nostra pagina Facebook, oggi. Questa argomentazione dell’anonimato è un po’ un espediente del sindaco per applicare la sua personalissima idea di trasparenza anche ai nostri interventi, ovvero la censura». Una lettura che è in linea anche a chi segue lo scontro da fuori. L’ex rivale alle primarie del centrosinistra Antonio Valentini non ci gira intorno: «Il blocco del profilo Arcobaleno Cecina è atto degno del peggior minculpop, una malaugurata manifestazione di muscolarità politica, una decisione oscurantista e senza sbocchi».(m.m.)

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