La manifestazione
Vecchia Aurelia, un viaggio nel degrado
Da Castiglioncello a Vada strisce pedonali scolorite, buche nell’asfalto, sottopassi ko ed erbacce ai bordi della strada
ROSIGNANO. L’Aurelia dimenticata. Impietosa la fotografia scattata in questi giorni dell’arteria principale che collega tutte le frazioni della costa. Il nostro percorso inizia da Castiglioncello e si ferma all’abitato di Vada: buche sull’asfalto corroso, erba alta nelle rotatorie, una pista ciclabile lunga due chilometri che ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione, strisce per gli pedonali ormai invisibili, cespugli che crescono ai bordi delle strade coprendo marciapiedi.
Castiglioncello - Rosignano: a parte i tre attraversamenti pedonali la cui vernice è stata ritoccata in questi giorni, come avevano anticipato l’assessore alla qualità urbana Mario Nocchi durante la manifestazione di un gruppo di cittadini che, muniti di pennello, avevano provato a ridipingere le zebre davanti alla stazione di Castiglioncello, tutto il resto è da rimasto intatto, almeno per il momento. I 60 attraversamenti pedonali contati tra Castiglioncello (altezza via Derna) e Rosignano Solvay (imbocco sottopasso di via Forlì), sono quasi tutti invisibili: scoloriti dal tempo e dall’usura sono onestamente difficili da individuare dagli automobilisti, soprattutto la notte. Va decisamente meglio per quelli, pochi, sopraelevati.
Il manto di questi due chilometri di strada (conteggiati in eccesso) è costellato da buche, rattoppi e avvallamenti. L’erba della rotatoria davanti al supermercato Coop è alta tanto da coprire i punti luce che dovrebbero illuminarla e che sono stati installati raso terra. Erba alta anche lungo il marciapiede lato ferrovia a Rosignano Solvay dove, nonostante siano passati quasi 8 anni dalla chiusura del passaggio a livello, la zona antistante non è ancora stata riqualificata dal punto di vista urbanistico. Una zona che sa di degrado. Eppure siamo nel pieno centro del corso commerciale di Rosignano Solvay, a pochi passi dal mare. Tutt’attorno, scritte sui muri e sulle barriere antirumore celesti, alcune delle quali frantumate da anni e mai sostituite. Non se la passa meglio il sottopasso di via del Fante: crollato il sottotetto, mai sostituito, scritte e sporcizia fanno da padrone. Anche qui i cittadini attendono che prenda via il progetto di riqualificazione per sostituire con una rampa il montacarichi fermo da mesi, ma che mai ha funzionato alla perfezione. Interventi rimandati nel tempo a causa del patto di stabilità.
Rosignano – Vada: non sta per niente meglio la zona adiacente all’ex discarica del Lillatro. Anche qui l’incuria la fa da padrona. Erba alta lungo le strade, nessuna manutenzione lungo i binari del treno. Ma, su questo tratto di Aurelia, gli occhi non possono non soffermarsi sullo stato in cui versa la pista cicalabile che arriva sino a Vada. Il manto è pieno di buche ma, soprattutto, l’erba alta e le canne non potate invadono la piccola carreggiata della pista rendendo difficoltoso il passaggio dei ciclisti che la percorrono (per la maggior parte cittadini che si recano al mare alle Spiagge Bianche).
Infine, come se non bastasse, la recinzione in acciaio rivestito di legno che dovrebbe proteggere i ciclisti è rotta in più punti. Segni indelebili di incidenti automobilistici. In un punto in particolare, la staccionata è stata sostituita da sbarre di ferro tenute su con nastro adesivo bianco e rosso. Eppure, tanto per ricordare, era il 12 ottobre del 2002 quando fu tagliato il nastro della pista ciclabile. Il progetto preliminare per la realizzazione della pista era stato messo a punto nella primavera 1999. Poi le correzioni, la ricerca di soluzioni e materiali diversi, il tempo che passava. Un progetto ideato negli anni '90 e per il quale palazzo civico ricevette dalla Regione un finanziamento pari a 160.102 euro. Alla fine, però, l'opera costò un miliardo di vecchie lire, esattamente 508.710 euro di oggi. Un progetto al quale gli amministratori hanno creduto, nonostante le critiche di molti cittadini che denunciavano come la pista ciclabile avesse ridotto la carreggiata stradale. Adesso, dopo dodici anni, la pista ha almeno bisogno di manutenzione altrimenti, a breve, sarà inutilizzabile.
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