Il Tirreno

Sulla vecchia Aurelia, tra sporco e pericoli

Sulla vecchia Aurelia, tra sporco e pericoli

Da Castiglioncello a Vada strisce pedonali scolorite, buche nell’asfalto, sottopassi ko ed erbacce ai bordi della strada

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Il nostro percorso inizia da Castiglioncello e si ferma all’abitato di Vada: buche sull’asfalto corroso, erba alta nelle rotatorie, una pista ciclabile lunga due chilometri che ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione, strisce per gli pedonali ormai invisibili, cespugli che crescono ai bordi delle strade coprendo marciapiedi.

Castiglioncello - Rosignano: a parte i tre attraversamenti pedonali la cui vernice è stata ritoccata in questi giorni, come avevano anticipato l’assessore alla qualità urbana Mario Nocchi, i 60 attraversamenti pedonali contati tra Castiglioncello (altezza via Derna) e Rosignano Solvay (imbocco sottopasso di via Forlì), sono quasi tutti invisibili: scoloriti dal tempo e dall’usura.

Il manto di questi due chilometri di strada (conteggiati in eccesso) è costellato da buche, rattoppi e avvallamenti. Erba alta anche lungo il marciapiede lato ferrovia a Rosignano Solvay. Una zona che sa di degrado. Rosignano – Vada: non sta per niente meglio la zona adiacente all’ex discarica del Lillatro. Anche qui l’incuria la fa da padrona. Erba alta lungo le strade, nessuna manutenzione lungo i binari del treno. Ma, su questo tratto di Aurelia, gli occhi non possono non soffermarsi sullo stato in cui versa la pista cicalabile che arriva sino a Vada. Il manto è pieno di buche ma, soprattutto, l’erba alta e le canne non potate invadono la piccola carreggiata della pista. Infine, come se non bastasse, la recinzione in acciaio rivestito di legno che dovrebbe proteggere i ciclisti è rotta in più punti. Segni indelebili di incidenti automobilistici.

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