Il Tirreno

Il Centro di via Ambrogi per il Piano B

di Manolo Morandini
Il Centro di via Ambrogi per il Piano B

Nessuna conferma ufficiale ma la struttura potrebbe essere l’alternativa in caso di chiusura dell’edificio di via Vico

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CECINA. Potrebbe arrivare dal cosiddetto Piano B la spinta per aprire il Centro polivalente di via Ambrogi in tempi brevi. Il complesso, inaugurato nel 2006, non è mai entrato in funzione ma ha la capienza sufficiente per dare un tetto sicuro ai duecento bambini tra la scuola dell’infanzia Neruda e il nido Pollicino che questa settimana sono costretti a casa. Una soluzione temporanea, a fronte di una possibile emergenza. Tutto dipende, infatti, dall’esito delle verifiche in corso sui solai nell’edificio scolastico di via Vico, chiuso su disposizione del sindaco per consentire ai tecnici della Soing Strutture e Ambiente Srl di Livorno di fare i test sulla struttura. I risultati sono attesi al più tardi giovedì.

Lo sguardo dell’amministrazione comunale si sarebbe orientato su via Ambrogi a seguito di una ricognizione delle strutture libere sul territorio comunale, per non arrivare impreparati di fronte all’eventualità di una chiusura, totale o parziale, del plesso di via Vico per lavori urgenti di messa in sicurezza. Del resto, nella stessa ordinanza in cui il sindaco Lippi ha disposto la chiusura dell’edificio si pensa all’ingresso nelle aule da lunedì 22 settembre, ma non ci si nasconde l’altra ipotesi. Si legge, infatti, che l’apertura ci sarà “salvo ogni eventuale diversa determinazione e riferibilità temporale conseguente all’esito delle indagini”.

Torna a tracciare il perimetro in cui si inseriscono le emergenze in corso il sindaco Lippi, ma non conferma l’ipotesi di via Ambrogi. La chiusura fino a Befana della materna Fogazzaro, con i cento bambini traslocati nelle aule del Sacro Cuore e una classe alle Guerrazzi. Lo stop di una settimana per i bimbi della Neruda e del Pollicino. «L’amministrazione e in particolare il settore Opere pubbliche procede di prassi, nel periodo estivo, a svolgere tutta una serie di verifiche e controlli, interni ed esterni, sui vari plessi scolastici: 17 quelli di nostra competenza. Quando si è verificato a luglio il problema sulle scuole Fogazzaro, stavamo completando la messa in sicurezza degli edifici sul fronte della normativa antincendio. L’amministrazione ha quindi disposto ulteriori verifiche sullo stato di salute delle nostre scuole». E conclude: «Qualora dovessero emergere situazioni di rischio non esiterò, se necessario, a chiudere le scuole. Questa mia presa di posizione e le attività d’indagine sugli edifici sono la prova della serietà e dell’impegno con cui affrontiamo la questione sicurezza in ambito scolastico. Non abbiamo indugiato di fronte ad un seppur remoto pericolo avendo cura in primo luogo della salute dei nostri piccoli cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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