Il Tirreno

Suona la prima campanella i genitori bocciano i politici

di Manolo Morandini
Suona la prima campanella i genitori bocciano i politici

Dopo il crollo alla Fogazzaro e gli altri 200 bambini lasciati a casa una settimana a giunta e consiglio si chiede: «Se non fosse successo avreste fatto i controlli?»

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CECINA. Alla cattedra si presentano in ritardo e impreparati. E non c’è giustificazione che tenga. Non passano l’esame il sindaco e la giunta. Bocciati anche i rappresentanti delle opposizioni, dentro e fuori dal consiglio comunale. Il giudizio è netto. Due le domande. Perché rendersi conto solo oggi, dal 2 luglio, di dover fare accertamenti più approfonditi? Se alle Fogazzaro non fosse successo nulla, li avreste fatti? Non ci girano intorno i genitori degli alunni del 1º Circolo didattico di Cecina. E dalla loro hanno un quadro di un’emergenza tutt’altro che chiusa. Duecento i bambini che al suono della prima campanella sono stati costretti a restare a casa, perché resta da verificare lo stato di sicurezza delle aule della Scuola dell’infanzia Neruda e del Centro integrato 0-6 anni Pollicino. Una classe della media Galilei spostata in un’altra aula perché in quella assegnata ci sono infiltrazioni di umidità. Cento i bambini della materna Fogazzaro traslocati nella scuola parrocchiale Sacro Cuore, in seguito al crollo di una pignatta dal solaio di un’aula fino al nuovo anno nell’edificio di via Fogazzaro ci saranno i lavori per rifare il tetto.

La protesta. «Aspettavamo la riapertura della scuola, che per alcuni di noi coincide con il rientro al lavoro, e non potendo usufruire di nonni o altri parenti molti si trovano costretti a ripiegare su altre soluzioni, con ulteriori costi sul budget familiare, così ridotto all’osso». Parlano a una sola voce i genitori dei bambini che frequentano il 1º Circolo didattico di Cecina, costretti nel giro di tre giorni a riprogrammare la gestione dei bambini che frequentano la Scuola dell’infanzia Neruda e il Centro integrato 0-6 anni Pollicino.

«Questo disservizio, ci fa capire come la “distruzione” del servizio pubblico passi anche da questi passaggi, mobilia interna fatiscente, tetti che crollano o che fanno filtrare l’acqua, scuole a cui manca il materiale per le normali attività didattiche o addirittura il numero dei bambini dentro le aule che supera il limite imposto dalla legge, così da fare riflettere se iscrivere i figli in strutture private, molto più sicure ed efficienti, anche se a pagamento. E poi il Comune investe 15mila euro in una struttura privata per la messa in sicurezza delle nuove norme antincendio, con la scusa che lo stabile del Sacro Cuore possa venire riutilizzato per un’ulteriore emergenza, quando ci sono molte strutture comunali lasciate all’abbandono e che non vengono ristrutturate per mancanza di denaro».

Porte chiuse a chi volesse cavalcare il malcontento. «Tutti i politici, senza alcuna distinzione, non hanno mai fatto un lavoro politico degno di chiamarsi tale. Perché dopo le emergenze che ci sono state da più di cinque anni a questa parte, non si sono mossi per evitare nuovi stati di criticità? – affermano –. E poi ci tocca vedere come durante un consiglio comunale sia in vigore ancora la poca serietà. Lo scarica barile è usato un po’ da tutti».

Il primo giorno di Lippi. Il sindaco Samuele Lippi si è presentato all’ingresso del Sacro Cuore. Alle 9 ha salutato l’ingresso dei cento bambini trasferiti dalla materna Fogazzaro e i loro compagni di cinque anni, che invece hanno trovato un tetto sicuro all’interno della scuola Guerrazzi. Un cambio d’indirizzo che salvo imprevisti dovrebbe durare fino alla pausa delle feste di Natale. Da sciogliere, invece, le riserve sull’edificio di via Vico. Per i duecento bimbi della Neruda e del Pollicino i sindaco assicura: «Abbiamo preso un provvedimento cautelativo. L’auspicio è che l’attività didattica possa riprendere da lunedì e che tutti possano rientrare in classe. Se le verifiche renderanno necessarie altre scelte abbiamo già pronto un Piano B». Lasciato da parte il vento delle critiche e dello scontro politico che vede tra gli “imputati” l’assessore Giamila Carli, Lippi rivolge lo sguardo a Roma: «Auspico che quanto ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi in favore delle scuole permetta di sbloccare il Patto di stabilità». E lo ha fatto ricordando che il Comune di Cecina ha ferme disponibilità per 11 milioni di euro.

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