Il Tirreno

Vigneti e inquinamento è allarme ad orologeria

di Manolo Morandini
Vigneti e inquinamento è allarme ad orologeria

Castagneto, l’assessore Corsini contro la Regione sul pericolo per la falda «Un tam tam già sentito in passato per i pescheti e le piantagioni di fragole»

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CECINA. «Allarmismo ingiustificato». Così l’assessore all’Agricoltura di Castagneto Miriano Corsini bolla il paventato pericolo che i vigneti del Bolgherese inquinino la falda di nitrati, messo nero su bianco nel Piano di indirizzo territoriale (Pit) elaborato dalla Regione Toscana. E rispolvera la storia di questi campi oggi vocati a Bacco. «Un allarmismo che si ripropone in maniera ciclica ogni qual volta, sul territorio Castagnetano, una determinata produzione agricola raggiunge l’apice dell’affermazione sul mercato».

Erano centinaia gli ettari coltivati a pescheto. «Iniziò, anche allora, il tam tam dei trattamenti fitosanitari e della loro pericolosità per la salute dell’uomo, l’inquinamento del suolo e dell’aria – ricorda Corsini –. A metà anni ‘70, un enorme successo lo ebbe la coltura della fragola che portò nella nostra zona grandi imprenditori provenienti dalla Romagna, ai quali si aggiunsero anche aziende medio piccole di Castagneto, creando occupazione, soprattutto femminile. Trascorsi nemmeno due anni di relativa tranquillità, si rinnovò il solito rumoreggiare che la difesa fitosanitaria della fragola, soprattutto il trattamento contro il marciume, dava luogo all’inquinamento delle acque e dell’aria, si aumentava il tasso di mortalità da tumore. Lo è stato successivamente per la coltura dell’olivo e adesso è il momento dei vigneti». E aggiunge: «Questa preoccupazione è veramente un eccesso dovuto anche alle mancate conoscenze di come vengono condotti i vigneti nel nostro comprensorio. Non mi risulta che le aziende produttrici di vino facciano un uso eccessivo di fertilizzanti chimici per la nutrizione degli impianti come, parimenti, facciano un uso indiscriminato di fitofarmaci per la difesa degli stessi».

L’assessore non ha dubbi. «Nel nostro comune l’agricoltura, con le sue produzioni di alta qualità, con il vino in assoluto al primo posto, è fonte di ricchezza in termini di occupazione, di fatturato, per gli investimenti, per la sua capacità di veicolare l’immagine di Bolgheri e Castagneto ben oltre i confini italiani e dell’Europa». L’amministrazione comunale «punta molto all’abbinamento agricoltura- turismo e per questo intende affiancare e sostenere le imprese vitivinicole e agricole in generale, di lavorazione e trasformazione di prodotti ortofrutticoli, nelle loro azioni legate agli investimenti per favorirne lo sviluppo, anche occupazionale». E conclude: «Questo non significa che non si debbano porre al centro dell’attenzione l’ambiente e la salute dell’uomo. Dove c’è attenzione alle coltivazioni, dove ci sono le produzioni, ecosistema, paesaggio e territorio vengono certamente salvaguardati con la cura di chi lavora e trae reddito da questo abbinamento, diverso sarebbe un paesaggio e un ambiente portato al degrado con terreni incolti e abbandonati che certo giustificherebbe un allarme per un eventuale dissesto idrogeologico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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