Sicurezza
Dopo 27 edizioni salta la Beta
Lippi: «Tempi troppo stretti per organizzarla». Pesano i problemi di Publitour e le risorse a zero
CECINA. La Beta affonda, travolta dal flop della Publitour e da una gestione politica (Provincia di Livorno e Comune di Cecina i due enti impegnati in prima linea) che, gli ultimi anni , non ha saputo tenere dritta una barca che sbandava. La notizia è che dopo ventisette edizioni, passati i momenti iniziali di grande fermento in cui la Borsa Europea del Turismo era un vanto per la città richiamando centinaia di buyers soprattutto dal Nord Europa, quest'anno la rassegna non si farà.
La voce era nell'aria in questi giorni. La conferma arriva oggi dal sindaco Samuele Lippi che a domanda precisa risponde: «No, la Beta non si farà. Ho chiesto informazioni, ho capito che non c'erano più i tempi necessari per organizzarla bene e quindi ho preferito scegliere di non farla».
Naturali gli interrogativi: è la fine di una Borsa storica per Cecina, c’è il rischio di perdere il marchio e di vedere trasferito il mercato delle contrattazioni, armi e bagagli, in altra sede (magari Montecatini Terme)? Lippi smentisce: «No, è una pausa di un anno, la Beta resterà a Cecina». E fa capire che la scelta di abbassare le saracinesche, per questa edizione, è legata alla necessità di ripensare la formula della rassegna, ormai logorata rispetto ai mutevoli scenari del turismo europeo. Anche dopo l'ultima esperienza, quella dell'anno scorso, con una Beta ridotta ad un solo giorno e con un numero di partecipanti assottigliatosi nel tempo a meno di una settantina di operatori.
Meglio dunque aspettare un anno piuttosto che metter su, all'ultimo tuffo, una rassegna raffazzonata, ha pensato il sindaco.
Però i problemi restano sul tavolo. E sono noti. E non riguardano soltanto il tempo ridotto per organizzare una Borsa come si deve. Sono quelli di una gestione inefficace, di una società - la veneta Publitour - che ha lasciato un "buco" nelle casse comunali, che ha un piano di rientro da onorare e che ha mandato a casa due dipendenti (una a tempo pieno, una part time) ereditate dal decotto consorzio Promozione e Sviluppo (nato nel 20012, morto nel 2012 con 100mila euro di passivo) impegnate attualmente in una vertenza per vedere riconosciuti stipendi di oltre un anno e mezzo e Tfr mai riscossi.
Difficile, dunque, pensare che possa essere questo soggetto - la Publitour appunto - quello deputato a gestire in futuro una manifestazione turistica di portata europea come la Beta. Anche perché Publitour ha i conti in rosso e deve rimborsare palazzo civico di 120mila euro, lascito di una gestione discutibile di Villa Guerrazzi, che ha scatenato polemiche infinite e discussioni velenose che hanno alimentato il dibattito politico in questi anni. In sostanza, il Comune di Cecina ha firmato con Publitour un protocollo nel quale la società veronese, facente capo all'imprenditore salernitano Paolo Esposito, si è impegna a versare i 120 mila euro in 48 rate da 2500 euro ciascuno, impegno che decorre da agosto 2012. Che ne è di questo accordo? Publitour paga?
Il sindaco dichiara di voler accertare il rispetto degli accordi, ma non va oltre.
Resta il problema di un rapporto fra pubblico e privato che, per dirla senza veleni, non è filato come doveva.
E ora Comune e Provincia sono a raccattare i cocci, pensando sì a nuove formule, ma alla ricerca di partner affidabili pena la cancellazione di un evento che è stato negli anni una preziosa vetrina per la promozione dell’offerta turistica del nostro territorio.
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