La manifestazione
Più saracinesche su nel commercio il trend è positivo
Ecco la mappa e le storie di chi ha aperto un’attività La fotografia delle nuove vetrine in corso Matteotti
CECINA. È un gioco di pieni e vuoti. Con zone che reggono meglio di altre. Il colpo d’occhio è implacabile. Dove l’appeal non basta ad arginare il crollo dei consumi e la rivoluzione nelle abitudini d’acquisto fioriscono i cartelli nelle vetrine: “affittasi” oppure “vendesi”. Ma c’è anche chi ci prova. E all’incalzare della crisi contrappone coraggio e forza delle idee. Investe per ritagliarsi un’attività a propria dimensione o per entrare nel mondo del lavoro, stanco di bussare a porte chiuse. E così si scopre che nei primi otto mesi dell’anno il saldo tra aperture e chiusure nel commercio e nella ristorazione è positivo: diciotto attività in più rispetto alla fine del 2013. Eppure, a rendere l’idea di una girandola di tentativi a vuoto è l’assessore al Commercio Paolo Biasci. «Il saldo tra aperture e chiusure è positivo ma quanti soldi vengono bruciati dalle famiglie per avviare un’attività e quanti di questi investimenti alla fine si rivelano produttivi?». La domanda è retorica. Biasci, che prima di fare l’assessore si è occupato di commercio sotto l’insegna Confesercenti, non nasconde che spesso chi investe lo fa per darsi un futuro lavorativo che altrove non trova.
«Il mio compagno conosceva il mestiere per averlo fatto per tanti anni ed io a quarant’anni non riuscivo a trovare un impiego stabile. Così abbiamo deciso di fare il passo, lavoriamo in due e abbiamo la speranza che anche i guadagni siano per due». Non ci gira intorno Stefania Lombardi che con Manuel Di Giovanna dalla fine di maggio ha aperto il forno “Pane e Delizie”, all’ingresso nord di corso Matteotti.
Il termometro sullo stato di salute del settore è corso Matteotti. Ci sono alcune vetrine vuote, altre con nuovi inquilini. Le promesse che si legano alle aperture di OVS e poco più a monte del fast food McDonald’s. Chi ha già tirato su la seracinesca punta su un’offerta merceologica specifica. Il caso di scuola è quello dell’insalateria GreenGo. «Ho sposato l’idea dopo aver visto il punto vendita di Livorno», racconta Samuele Valdisserri che gestisce l’attività con il socio Maurizio Magazzini, entrambi 26enni. «Mancava questo tipo d’offerta su piazza. Così ho lasciato il lavoro da fornaio e mi sono buttato nell’impresa. Qui ci vedo il mio futuro lavorativo». Ha aperto nella seconda metà di luglio l’insalateria e conta già due dipendenti. «Qui è tutto fresco ed indicato anche per vegetariani, vegani e anche per i celiaci».
L’insegna dice “L’incontro” ed è il bar che punta tutto sui colori di tavoli e sedie nella zona pedonale. Dalla metà di luglio ha portato a Cecina un tocco di Spagna. «Punto su un ambiente giovane e colorato, dove dal venerdì alla domenica gli aperitivi sono a base di taglieri, vino e birra tutti made in Spagna». Un omaggio alla sua terra d’origine quello di Teresa Gilmena, ma anche un modo per caratterizzare la sua attività, in cui conta anche un dipendente. «Sono venuta in Italia per avvicinarmi al mio fidanzato – dice –. Ed ho trovato una buona accoglienza». In piazza della Libertà c’è Cien Fragancias. «Il marchio è spagnolo e si caratterizza per l’offerta di prodotti di bellezza, trucchi, profumi, creme e saponi naturali – spiega Marco Sargentini, che gestisce l’attività con la moglie Giusy Puddino – . Siamo un’alternativa alle cineserie perché si tratta di prodotti di qualità offerti a un prezzo contenuto. In Italia siamo il quinto negozio sotto questa insegna, ma tra Spagna, Francia e Portogallo se ne contano 140». Che aggiunge: «Questa piazza e il corso sono da sempre il salotto buono ma in questi anni hanno perso un po’ di smalto, non fa bene al commercio che vi siano vetrine chiuse». Altra novità è il negozio di abbigliamento The Gate, il marchio è made in Piombino e quello cecinese è il primo punto vendita in franchising. «È un prodotto di qualità ad un prezzo accessibile. Siamo aperti da giugno e vedo che i clienti tornano», dice Barbara Grilli che gestisce il punto vendita con Giada De Gregorio. Nella rete delle novità in zona corso Matteotti ci sono anche l’osteria “La fiaschetteria” aperta da poco più di una settimana da Pasquale Di Donna, in via Pacinotti. E a qualche decina di metri Marameo il negozio specializzato in abiti e oggetti di seconda mano per neonati e bambini. «Ho aperto alla fine di luglio – dice Ferdinando Cuomo –. Facevo il carrozziere ma ho perso il lavoro e allora ho scelto di buttarmi in un nuovo settore. In città c’è solo un’altra attività come la mia, gestiamo le merci in conto vendita».
Chi apre ci crede e investe soldi e futuro. «Servono la consapevolezza delle risorse necessarie e la conoscenza dei segmenti di mercato in cui ci sono degli spazi – afferma l’assessore Paolo Biasci –. Il Comune con le associazioni di categoria e professionali punta a fare da regista per dare corpo a un pool di soggetti in grado di affiancare le imprese nelle fase di start up, dalla scelta della tipologia commerciale alla ricerca dei finanziamenti. Non sarà la risposta a tutti i mali, ma può servire per mettere le persone nelle condizioni di fare scelte oculate».
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