Il Tirreno

«Caso Gabbro, il Comune prenda una posizione»

«Caso Gabbro, il Comune prenda una posizione»

Dura nota del gruppo dei rappresentanti dimissionari dell’Assemblea di frazione «Doveva esserci un incontro pubblico entro fine agosto, invece tutto tace»

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GABBRO. Nuovo colpo di scena nell’ormai interminabile “caso Gabbro”. Tornano a prendere posizione sei dei sette membri dell’Assemblea di frazione locale, che a metà agosto decisero di rassegnare le dimissioni. Ed usano parole forti contro il Pd e la stessa amministrazione. «In seguito al comunicato del 29 agosto - si legge in una nota firmata da Eleonora Rossi, Elvira Cea, Lucia Terreni, Andrea Filippi, Andrea Rizzuto e Benedetta Potenti - a firma del presidente del consiglio comunale, Caterina Giovani, relativo ai fatti accaduti a Gabbro il 21 luglio, si notano delle chiare incoerenze sulle dichiarazioni espresse». Poi gli ex rappresentanti dell’Aft snocciolano il loro pensiero. «Si sottolinea che, come afferma il regolamento delle "assemblee permanenti di frazione" all'articolo 19 :- "Il sindaco ed il consiglio comunale sono i referenti del suddetto organo di partecipazione", articolo che, a parere nostro, non va interpretato come sembra che qualcuno voglia fare». Il problema è che ai membri dimissionari risulta che «ad oggi il sindaco ed il consiglio comunale non riescono, oppure non vogliono, trovare tempo per cercare di "ristabilire il quieto vivere" all'interno dell'assemblea permanente di frazione di Gabbro. Questo, in seguito all'approvazione della mozione presentata dal consigliere (capogruppo) Luca Agostini, si notava in modo ancor più evidente, quanto lo stesso consigliere si rivolgeva al consiglio comunale con queste testuali parole: "Il consiglio comunale condanna unanimemente quanto accaduto. Ritiene inappropriati tutti quei comportamenti sicuramente contrari allo spirito inclusivo e partecipativo che la stessa istituzione delle assemblee di frazione porta tra i compiti fondamentali e chiede che la stessa assemblea di frazione di Gabbro rifletta su quanto è accaduto anche attraverso la convocazione urgente di un'assemblea pubblica entro il 31 agosto”». Insomma, secondo il gruppo dei dimissionari l’amministrazione avrebbe dovuto fare di più. «Ci soffermiamo - prosegue la nota - con molto stupore, sull'ultima frase della mozione Pd approvata il giorno 13-08 e ne prendiamo atto per l'impegno e l'interesse messo a risolvere questa vicenda nel miglior modo in ambito democratico e partecipativo». Ma poi i dimissionari si chiedono « 31 agosto di quale anno? La domanda nasce spontanea visto che l'emendamento è stato approvato il 13 agosto scorso e coloro che l'hanno proposto in 2 settimane non hanno avuto oppure non hanno voluto trovare il tempo di convocarli. Ci auguriamo che, l'amministrazione comunale si attenga alle decisioni prese dal Consiglio Comunale e dal Partito di Maggioranza.

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