Sicurezza
San Vincenzo vista da San Carlo
Identità e turismo attraverso le proposte della terza edizione della Fierucola
SAN VINCENZO. Quassù la teleferica arrugginita spiove ancora sulla testa dei passanti, sulla salita che immette all'abitato. Sullo sfondo, uno splendido panorama sul mare sanvincenzino. Vi raccontiamo la storia di una volontà, una parabola visiva: unire San Vincenzo e San Carlo, mare e colline in un tutt’uno, un’idea di vita e di turismo diversa. La risposta al futuro locale, sia socio-culturale che turistico, sta nella valorizzazione della natura e delle eredità culturali degli avi: è questo il messaggio che ci giunge da San Carlo e dalla Fierucola, evento che lo scorso 6 settembre ha festeggiato la sua terza edizione, con grande successo di presenze.
San Carlo, un tempo villaggio di minatori legato alla Solvay, ha mantenuto la propria poesia, resistendo all’assalto del copioso cemento colato negli ultimi lustri sulla costa, poche centinaia di metri più in basso. Cemento che lo ha toccato, ma non stravolto. L’attività incessante di riscoperta del tempo andato è svolta perlopiù dall’associazione San Carlo 1927, nata pochi anni fa dalla volontà di sancarlini d’origine e doc, costituita da profondi conoscitori di sentieri, alture, flora e fauna del luogo, tradizioni, mestieri, storia locale. Per chi cerca da queste parti i luoghi del cuore e dell’identità, San Carlo è una meta obbligata. Per chi vuole vivere l’unicità del villaggio, l’appuntamento da non perdere è appunto la Fierucola, in cui in un giorno intero la riscoperta delle attività genuine dell’intelletto e del corpo, a contatto diretto con la natura, porrà in mano al visitatore il pennello per dipingere, da un osservatorio privilegiato, panorami mozzafiato visti dagli occhi lineari di un bambino.
Identità. San Vincenzo, del cui Comune San Carlo è l’unica frazione, è da anni in cerca di quell’identità andata scemando negli anni. In questo lembo di territorio, San Carlo rappresenta un angolo dall’identità chiara, che ruota intorno alla natura e a un passato che è presente e futuro. Qui a San Carlo, frazione ultimamente sempre più abitata e ricercata (in gran silenzio) dai big dell’arte, della cultura e dello spettacolo, la comunità è gelosamente attaccata ai propri simboli, difesi in modo fiero, che siano essi la chiesetta o la piazzetta del vecchio circolo. In questo borgo di gente orgogliosa e per certi versi scontrosa, c’è chi punta a far capire a tutti, specie ai più piccoli, che in fin dei conti i nostri nonni hanno un po’ ragione: “Si stava meglio quando si stava peggio”.
Mare e collina vicinissimi. A gridare a tutti la bellezza di questo borgo c’è, come dicevamo, l’associazione San Carlo 1927, fucina sempre attiva di idee e attività che mettono al centro le tradizioni e la cultura delle generazioni passate. Fra le felici invenzioni dell’associazione c’è appunto la Fierucola.
Il 6 settembre a vincere libri sono stati i bimbi e gli adulti che hanno saputo rispondere alle domande sulla storia di questa zona, tra avventure d’altura in collaborazione con il Giardino sospeso di Riparbella, archeotrekking, laboratori circensi e per imparare a fabbricare giochi di legno e conoscere i segreti del bosco, gare con mezzi fatti anch’essi in legno, musica e canti d’una volta, bancarelle di prodotti locali, artigianato di qualità, attività varie dal velodromo al Parco delle stelle, pineta in cui, in una passata edizione della Fierucola, furono ospiti il regista Enzo d’Alò e l’astronauta Umberto Guidoni. Perché San Carlo è quel luogo magico dove tra le mani di bimbo si prende il mare piccolo sanvincenzino, dove il verde e il blu sembrano un tutt’uno, dove il paradiso non può proprio attendere.
Paolo Federighi
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