Il dolore
«Qui da 20 anni l’acqua arriva a singhiozzo»
Bibbona, la protesta delle 35 famiglie della lottizzazione La Casaccia Il problema mai risolto a seguito del fallimento dell’impresa costruttrice
BIBBONA. Il rubinetto dell’acqua come una lotteria. Una partita che spesso è a perdere nei trentacinque appartamenti della lottizzazione La Casaccia a Bibbona. Delle volte anche per più di un giorno. A secco. Accade soprattutto in estate. Ma succede anche in inverno. Niente acqua per i sanitari, per l’igiene personale, per cucinare e per alimentare le caldaie. E allora non resta che armarsi di secchio e scendere alla fontana nel piazzale della lottizzazione vicina. Qualche decina di metri per riconquistare il diritto all’acqua potabile. «Quella che si è insediata a maggio è la quinta amministrazione comunale che eredita il nostro problema», dicono alcuni residenti. Fatto il conto sono quattro lustri che da queste parti si vive in una condizione da medioevo.
Lavori alla rete idraulica mai completati. Rattoppi e soluzioni per tamponare un cantiere incompiuto, travolto dal fallimento della ditta costruttrice. «Eppure alle nostre case arrivano i contatori Asa e paghiamo regolarmente le bollette», si sfoga Antonino Di Bella. L’incontro è nel piazzale da cui si accede alla schiera di villette della Casaccia. In strada ci sono anche altri residenti: Mario Ribechini, Francesco Carucci Giacomo Paoletti e Fabrizio Martini. Chi può si fa vedere e gli altri giurano di appoggiare la battaglia. «Siamo esasperati, ci sono anche famiglie con bambini piccoli». Provano a non esasperare i toni: «Il nuovo sindaco si è preso in carico il problema e confidiamo che sia la volta buona».
Speranza da non deludere. Qui per anni i residenti si sono occupati di tutto. Tra il fallimento del costruttore e il mancato completamento delle opere stabilite nella convenzione a turno c’è chi si è occupato di curare il verde e mantenere pulite le caditoie delle fognature. «Ci sentiamo vittime di un rimbalzo continuo di competenze per cui non siamo ancora riusciti a portare l’acqua potabile con continuità nelle nostre case». E quella che arriva, quando sgorga dai rubinetti, a molti non convince per qualità. «Ci sono due serbatoi di accumulo che sono alla mercé di un qualunque malintenzionato ed per giunta quei serbatoi sono esposti al sole. Qua nessuno beve quell’acqua». Le voci si alternano, si dicono pronti anche a dar vita a un comitato. «Nel duemila facemmo una raccolta di firme e presentammo un esposto, ma a distanza di quattordici anni siamo ancora nella stessa situazione». E concludono: «Ogni volta che segnaliamo il problema arrivano i tecnici sul posto e lo risolvono, ma mai in modo definitivo».
Manolo Morandini
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